Voto anticipato sì, legge elettorale no. E’ questo lo scenario che si va delineandosi in Italia, paese dove trovare un accordo tra le parti politiche è sempre complesso. La legge elettorale proposta da Renzi, il cosiddetto “Italicum”, dopo Cuperlo, trova un altro “nemico”, il premier Enrico Letta.



Il primo ministro italiano ha tuonato, ieri sera, a “Otto e mezzo” su La7, contro il patto elettorale Renzi-Berlusconi, dicendo no alle liste bloccate, perché, ha affermato, “credo che i cittadini debbano essere più partecipi della scelta dei candidati”.  Il problema è che sulla modifica del passo inerente le liste bloccate c’è il veto di Berlusconi e di Forza Italia, mentre Renzi, pur approvando degli aggiustamenti, avverte che “se salta l’Italicum, salta il governo”.

I nodi della vicenda

Il testo rimane così bloccato alla Commissione della Camera. Oltre a Letta, anche il leader del Nuovo Centrodestra, Alfano, ha dichiarato che le liste bloccate sono “un cono d’ombra  della nuova legge elettorale”, augurandosi che Berlusconi si “ravveda” e che cambi idea su questo argomento.



Il problema non è solo la fermezza di Berlusconi, però, ma quella parte parlamentare avversa all’ “Italicum” . Oltre alle liste bloccate, inoltre, c’è un altro punto che a molti parlamentari non suona bene: quello sulla soglia di sbarramento all’8% che dovrebbero superare i partiti non coalizzati.



E’ pensabile che alcuni partiti, come il Nuovo Centrodestra e Fratelli d’Italia, votino una legge elettorale che li vedrebbe fuori dal Parlamento a meno di improbabili accordi? E’ qui che si gioca la partita, ed è proprio per questi dubbi che Renzi non può fare a meno dell’appoggio di Berlusconi. Si profila quindi, un duro scontro sull’Italicum, scontro che potrebbe anche portare gli italiani al voto anticipato.







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