Giovedì 2 novembre è andata in onda in prima serata su Canale 5 L'intervista di Maurizio Costanzo a Silvio Berlusconi. Inizialmente il programma che doveva andare in onda in seconda serata, come di regola, è stato mandato in onda in prima serata. Mai scelta è stata più giusta, perché gli ascolti sono stati da record. Oltre due milioni i telespettatori incollati al grande schermo, per vedere il programma presentato da Maurizio Costanzo, arrivato secondo soltanto alla fiction di Rai1 "Sirene". Durante la serata sono stati molti i temi che hanno toccato il cuore della gente e hanno commosso anche lo stesso intervistato, proprio grazie ad alcune clip con delle soprese.

Non si è tralasciato nulla: vita privata, successi imprenditoriali e calcistici e l'ascesa in politica con la creazione del partito ma anche il lato oscuro della medaglia, la condanne, i processi e la salute.

L'intervista a Silvio Berlusconi

Il Cavaliere, messo subito a suo agio dal conduttore, ha iniziato a parlare di se ed argomentare tutte le clip che man mano venivano mostrate al grande pubblico. Toccante il momento in cui ha parlato della sua difficile infanzia, essendo nato nel periodo della seconda guerra mondiale. Berlusconi ha iniziato a rimboccarsi le maniche già dalla tenera età quando, a soli 7 anni è andato a lavorare per portare un maggiore aiuto economico in casa e veniva pagato con delle ceste di caglio.

I momenti più bui sono arrivati quando il padre è stato fuori per tre anni nel periodo della guerra e la famiglia Berlusconi per sfuggire dai bombardamenti su Milano, si trasferì in una zona di campagna con sua madre, la sorella il fratello ed i nonni. Terminata la guerra Silvio Berlusconi aveva un sogno nel cassetto, costruire Milano 2 chiamata la "città giardino", cosa che poi realizzerà anche grazie all'aiuto economico del padre che, credendo nel progetto di suo figlio gli donò il suo tfr.

La famiglia per il leader azzurro è sempre stato uno dei punti fondamentali: la mamma Rosa, a cui deve tutto e che ancora oggi ringrazia per averlo fatto diventare l'uomo che è oggi. Il suo passato, ma soprattutto il suo presente accanto a Francesca Pascale, che porta sempre con se' alle convention politiche. I figli: Marina, PierSilvio, Barbara, Eleonora e Luigi che tra l'altro porta anche il nome di suo nonno, sono il più grande orgoglio e poi ci sono i suoi nipotini, altra gioia immensa, un Cavaliere commosso ricorda in studio la prima volta che è stato chiamato "nonno".

Ha inventato la tv che faceva concorrenza ai canali di stato, dalla quale ha avuto grandi successi e tante soddisfazioni ma anche tanti bastoni tra le ruote. Da ricordare la lunga strada per ottenere che le trasmissioni andassero in ondo in diretta anziché in differita.

E poi il Milan o meglio, il suo Milan. Acquistato quando stava per fallire, lo ha portato sul tetto del mondo con 29 trofei vinti e nonostante dopo 30 anni, abbia dovuto venderlo ai cinesi, ci ha lasciato un pezzo di cuore.

Berlusconi ha poi ricordato la discesa in campo e il proprio peso nella politica estera, facendo stringere la mano a Putin e Bush. Ma anche l'accordo con Gheddafi, il G7 organizzato nel territorio ferito dal terremoto all'Aquila, dove ha portato tutti i capi di Stato più potenti.

Ma arriviamo anche alle note dolenti della sua vita

I processi ben oltre 3000, di cui una sola condanna in via definitiva per frode fiscale. Situazione che qualcuno ha definito come un vero e proprio accanimento giudiziario.

La salute: ad 81 anni compiuti lo scorso 29 settembre ha dovuto affrontare un importante intervento al cuore, la sostituzione della valvola. Operazione a cuore aperto tra l'apprensione dei famigliari e dei tanti militanti e simpatizzanti. A quindici mesi di distanza dall'operazione, è ormai un capitolo chiuso questo, ma il solo pensiero fa ancora male.

Oggi ritroviamo un Silvio Berlusconi in splendida forma e che la cosa piaccia o meno la gente dovrà abituarsi, perché l'ex Premier sta solo scaldando i motori in vista della sentenza della Corte di Strasburgo, fissata al 22 novembre che si esprimerà in merito alla legge Severino.

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