Benjamin Netanyahu ha lanciato un duro attacco contro l'Iran durante la Conferenza della sicurezza in corso a Monaco di Baviera, definendolo un grande pericolo per tutto il mondo. Il primo ministro d'Israele ha anche mostrato un frammento di un presunto drone iraniano abbattuto dalla contraerea israeliana qualche giorno fa, dopo aver violato lo spazio aereo del suo Paese.

Con atteggiamento ironico, si è rivolto al ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, non presente in sala in quel momento, chiedendo: "Signor Zarif, lo riconosce?

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È vostro". Netanyahu ha lanciato così un'accusa ben precisa a Teheran, per dimostrare la falsità delle smentite ufficiali iraniane riguardo la propria estraneità ai fatti. Dopo il plateale gesto, il leader israeliano ha proseguito nel suo intervento, aggiungendo che il regime iraniano non solo minaccia di distruggere Israele, ma che rappresenta un pericolo per il mondo intero.

L'atteggiamento imperialista dell'Iran

Netanyahu ha espresso i suoi timori per le conseguenze del patto sul nucleare, presente nella risoluzione Onu 2231 e firmato nel dicembre 2015.

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L'accordo avrebbe dovuto frenare l'Iran, garantendo delle finalità pacificatrici e distensive in merito alla politica imperialista, al sostegno ai gruppi terroristici e alla corsa al potenziamento dell'arsenale militare da parte di Teheran. In realtà, secondo quanto affermato dal premier israeliano, nulla di tutto ciò sarebbe avvenuto, con gli iraniani che non avrebbero affatto rispettato lo spirito della risoluzione Onu.

A testimonianza delle sue dichiarazioni, il leader politico d'Israele ha citato, tra le altre, l'ingerenza dell'Iran in Siria e in Libano, il ruolo dei guerrieri pasdaran, la guardia nazionale della repubblica islamica, le milizie sciite filo-iraniane in Iraq e il sostegno ai ribelli huthi nello Yemen. Di conseguenza, secondo il premier israeliano, nonostante sia stato stipulato con intenti pacificatori, il patto sul nucleare avrebbe solo aumentato le ambizioni del regime iraniano che avrebbe come obiettivo primario la realizzazione di un vero e proprio impero che si estenderebbe dal Mar Caspio al Mediterraneo.

L'unico effetto positivo - ha aggiunto il leader politico - è che con questo accordo arabi e israeliani non sono mai stati così vicini, e paradossalmente potrebbe dare il via a quel processo di pace tra Israele e Palestina che il mondo intero auspica ormai da diversi anni.

La dura replica di Zarif

Non si è fatta attendere la replica di Zarif che, dopo qualche ora, ha definito quella di Netanyahu una "scena da circo", non degna di risposta.

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Per volontà degli organizzatori della Conferenza sulla sicurezza, infatti, Netanyahu e Zarif non erano presenti contemporaneamente all'evento, e i loro interventi sono avvenuti con quasi due ore di distanza l'uno dall'altro.

Il ministro degli Esteri iraniano ha accusato Israele di violazioni dello spazio aereo siriano quasi quotidiane. Ha poi insinuato che Israele ricorra a queste sceneggiate per distogliere l'attenzione dalla crisi interna che ha colpito il Paese, riferendosi alle pesanti accuse di corruzione, frode e appropriazione indebita che si sono abbattute su Netanyahu e che sono oggetto di verifica da parte delle autorità israeliane.

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