Il deputato della Valle d’Aosta, Franco Manes (Union valdotaine), ha espresso forti critiche verso la riforma elettorale approvata dalla Camera. Manes evidenzia un impatto significativo sulla rappresentanza dei cittadini valdostani, compromettendo il loro diritto di sapere chi eleggono. Gli elettori valdostani rischiano di contribuire con il proprio voto all’elezione di parlamentari candidati in altre regioni, senza che i loro nomi compaiano sulla scheda e senza possibilità di valutarli o sceglierli direttamente.

Manes ha chiarito che “i valdostani hanno il diritto di eleggere un deputato e un senatore, ma anche di votare candidati riconoscibili, che competono sul territorio, nella circoscrizione della Valle d’Aosta garantita dallo Statuto speciale”.

Il deputato ha evidenziato che, a causa della riforma, il voto di un cittadino valdostano potrebbe contribuire a eleggere persone candidate altrove, in altre circoscrizioni, i cui nomi non sarebbero presenti sulla scheda. Ciò, in sostanza, chiede ai cittadini di votare senza sapere fino in fondo chi il loro voto aiuterà a mandare in Parlamento.

La posizione di Manes e il confronto con il Trentino-Alto Adige

Per contrastare questa situazione, Manes aveva presentato un emendamento volto a mantenere la Valle d’Aosta fuori dal circuito nazionale, come avvenuto in passato. Tuttavia, la proposta è stata respinta con 214 voti contrari e 151 favorevoli. Manes ha espresso amarezza: “Non chiedevamo un privilegio per la Valle d’Aosta.

Chiedevamo una cosa normale: che ogni elettore possa sapere per chi sta votando”. Ha ribadito che, mentre in tutte le altre regioni i cittadini possono vedere sulla scheda i candidati che il loro voto può contribuire a eleggere, i valdostani dovrebbero invece affidarsi senza conoscere i nomi dei possibili eletti.

Il problema fondamentale risiede nella scelta di applicare alla Valle d’Aosta lo stesso meccanismo previsto per il Trentino-Alto Adige. Manes ha sottolineato che, pur essendo entrambe realtà autonome, “non siamo la stessa cosa”. La Valle d’Aosta è una circoscrizione a sé per Statuto, con un solo collegio uninominale e una storia istituzionale ed elettorale precisa. Trattarla come una regione qualsiasi, o copiare un modello costruito per un altro territorio, significa non conoscere la Valle d’Aosta.

Trasparenza del voto e iter parlamentare

La riforma elettorale include anche la questione della trasparenza e della parità di trattamento. Un emendamento di Fratelli d’Italia, inserito nella proposta di maggioranza, prevede che agli elettori valdostani sia indicato il nome del candidato Presidente del Consiglio proposto dalla coalizione o lista. L’obiettivo è garantire chiarezza democratica e trasparenza, parificando il valore del voto valdostano a quello del resto d’Italia, senza intaccare le garanzie proprie della Valle d’Aosta.

L’emendamento distingue chiaramente due piani: da un lato, il voto espresso in Valle d’Aosta concorre al computo nazionale; dall’altro, il premio di stabilità non viene attribuito direttamente nella regione, così da non alterare l’esito del voto locale e da non sostituire un eletto valdostano con un candidato proveniente dal listino nazionale.

Si afferma inoltre che “nessuno mette in discussione la rappresentanza territoriale della Valle d’Aosta, né il principio di tutela della nostra specificità”.

Sono stati depositati 770 emendamenti in commissione Affari Costituzionali alla Camera sulla riforma della legge elettorale, la maggior parte dalle opposizioni. Il calendario dei lavori prevede un cronoprogramma serrato: verifica di inammissibilità, riesame e discussione generale degli emendamenti, con votazioni fino al 24 giugno.