La Seconda Commissione consiliare regionale del Piemonte, sotto la presidenza di Mauro Fava, ha dato il via libera a maggioranza all'aggiornamento del Piano territoriale regionale. La decisione, presa a Torino il 23 settembre 2026 alle 13:10, apre la strada all'esame del documento in Aula. Questo importante strumento di pianificazione, che sostituisce integralmente la versione del 2011, è destinato a guidare la programmazione del territorio piemontese attraverso la definizione di strategie, obiettivi e azioni concrete. L'attuazione di tali direttive sarà affidata agli enti che operano a livello provinciale e locale, garantendo una gestione coordinata e capillare.

L'assessore regionale Marco Gallo ha sottolineato la necessità di questo aggiornamento, evidenziando come il Piano sia stato concepito per rispondere ai mutamenti significativi che hanno interessato il territorio. Nelle sue dichiarazioni, Gallo ha affermato che il documento «affronta i sensibili cambiamenti delle caratteristiche socio economiche del territorio». Tra le priorità delineate figurano l'attuazione della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e l'implementazione di politiche mirate a contrastare il cambiamento climatico, temi centrali per il futuro della regione.

Il percorso di approvazione del Piano

L'iter che ha condotto all'approvazione in Commissione è iniziato a maggio, quando il Piano territoriale regionale è stato illustrato per la prima volta. Nel corso dei mesi, il documento ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio delle Autonomie Locali e ha beneficiato di un'ampia fase di consultazioni online, che ha permesso di raccogliere contributi e osservazioni. Il recente voto a maggioranza della Seconda Commissione, nuovamente presieduta da Mauro Fava, rappresenta il passaggio decisivo che ne consente ora l'approdo in Aula per la discussione e l'approvazione finale.

Un aspetto fondamentale dell'impostazione del Piano è la sua duplice finalità: promuovere lo sviluppo del territorio regionale e, al contempo, garantire il contenimento del consumo di suolo. L'assessore Gallo ha efficacemente riassunto questa visione, dichiarando che l'intento del documento è «quello di armonizzare lo sviluppo del territorio con il contenimento del consumo di suolo». Questa direttiva chiave permea le nuove linee di pianificazione territoriale, che costituiscono l'essenza dell'aggiornamento e superano la precedente versione del 2011.

Strategie, obiettivi e attuazione sul territorio

Il Piano territoriale regionale si configura come una bussola strategica per il Piemonte, definendo con chiarezza le strategie e gli obiettivi primari per lo sviluppo armonico della regione. Non si limita a questo, ma delinea anche le azioni concrete necessarie per il raggiungimento di tali traguardi. L'attuazione di queste direttive è delegata agli enti che operano a livello provinciale e locale, con l'introduzione di meccanismi di verifica e confronto periodici. Questo approccio assicura che il documento mantenga un ruolo di indirizzo fondamentale e dinamico nella pianificazione complessiva del territorio piemontese.

In sintesi, l'aggiornamento approvato in Commissione si concentra su tematiche di grande rilevanza per il Piemonte. Tra i punti focali, si evidenziano le caratteristiche socio economiche della regione, l'implementazione della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e l'adozione di politiche efficaci per fronteggiare il cambiamento climatico. Questi elementi costituiscono il pilastro su cui si fonda la nuova visione di pianificazione territoriale.