Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha dichiarato il 21 settembre 2026 a Rapallo, in provincia di Genova, la disponibilità della regione a ospitare impianti di nuovo nucleare 4.0. L’annuncio è avvenuto durante la decima edizione del think tank Liguria 2030, una piattaforma permanente di confronto promossa da TEHA Group in collaborazione con Regione Liguria. Bucci ha specificato che questa visione si distingue nettamente dalle centrali tradizionali, orientandosi verso soluzioni di dimensioni ridotte, pensate per un impiego versatile in contesti industriali, abitativi o legati alla navigazione.
Il presidente ha sintetizzato la posizione regionale, affermando che la Liguria è pronta a sostenere l'avanzamento del nucleare, ma non con le configurazioni di vecchio stampo. Il riferimento è a centrali nucleari 4.0 a livello di container, con un potenziale impiego per navi, industrie o complessi residenziali. Questa dichiarazione si inserisce nel dibattito organizzato a Rapallo sui temi di sviluppo della regione e sul posizionamento della Liguria nelle filiere industriali connesse al nucleare di nuova generazione.
Il ruolo del nuovo nucleare nel Pniec e la filiera ligure
Nel corso dell'evento a Rapallo, Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House - Ambrosetti e TEHA Group, ha richiamato l'importanza del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec).
Questo documento di pianificazione energetica e climatica nazionale, per la prima volta, prevede un ruolo per il nuovo nucleare nello scenario energetico al 2050, identificandolo come leva strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza energetica e la competitività del sistema Paese.
Sono stati inoltre presentati dati significativi sulla presenza industriale ligure nella filiera nucleare. La Liguria si conferma la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per numero di imprese attive, integralmente o in parte, nel settore nucleare, con 11 aziende che rappresentano il 15,7% del totale nazionale. Per il 2025, il fatturato core nucleare riconducibile alla Liguria è stimato in 222 milioni di euro, pari a circa il 33% della filiera nucleare core italiana, il cui valore complessivo è stimato in circa 675 milioni di euro.
Genova: polo per l'Agenzia del Nucleare e la rigenerazione urbana
Il tema del nucleare è stato precedentemente affrontato dal presidente Bucci anche al Meeting di Rimini, il 24 agosto 2026, dove ha rilanciato il ruolo dell'energia atomica nel futuro mix energetico italiano. In quell'occasione, Bucci ha annunciato la candidatura di Genova come sede della futura Agenzia per il nucleare. Questo organismo sarà incaricato di gestire le procedure, la sicurezza territoriale e l'innovazione tecnologica nel settore. La scelta di Genova è motivata dal know-how già presente in città e dalla consolidata esperienza delle aziende liguri che operano nel settore nucleare anche a livello internazionale.
Al Meeting di Rimini, il presidente Bucci ha inoltre evidenziato il tema della rigenerazione urbana, presentando il progetto di Begato a Genova come un modello esportabile a livello nazionale.
L'iniziativa, avviata otto anni prima, ha portato alla demolizione delle ex cosiddette "dighe" e alla ricollocazione di circa 600 famiglie in nuovi edifici di dimensioni più contenute, garantendo condizioni abitative più dignitose. L'investimento complessivo per questo progetto è stato di circa 30 milioni di euro. Secondo Bucci, l'obiettivo è superare il modello dei grandi quartieri costruiti negli anni Sessanta e Settanta, promuovendo una distribuzione più integrata delle abitazioni con i servizi essenziali.