Il sindaco di Trani, Marco Galiano, ha rassegnato le dimissioni nel pomeriggio del 25 settembre 2026. La decisione è maturata a seguito di profondi contrasti interni alla maggioranza di centrosinistra, incentrati sulla riorganizzazione del sistema scolastico cittadino. Galiano, eletto appena tre mesi prima, nel giugno 2026, ha visto la sua amministrazione bloccarsi sull'ipotesi di accorpamento del plesso Giustina Rocca con il De Amicis.

La proposta di fusione ha generato una forte opposizione da parte dei genitori di alunne e alunni. Questi ultimi hanno manifestato la loro contrarietà anche attraverso un sit-in, chiedendo con fermezza di “preservare l'identità e la stabilità educativa del nostro storico plesso”.

Le famiglie hanno inoltre sollecitato “chiarezza, rispetto e tutele concrete per la didattica dei bambini”, legando la protesta alla necessità di un confronto aperto prima di qualsiasi determinazione sul futuro della rete scolastica locale.

Le frizioni nella maggioranza

La questione non ha coinvolto unicamente la comunità scolastica, ma ha innescato significative frizioni all'interno della coalizione che sostiene il primo cittadino. Sul tema della riorganizzazione, Alleanza Verdi e Sinistra si è mostrata favorevole, mentre il Partito Democratico ha espresso la propria contrarietà. Il sindaco Galiano aveva tentato una mediazione, proponendo di rinviare di un anno l'eventuale fusione del plesso.

Nonostante questo tentativo, la questione era ancora all'ordine del giorno della riunione di giunta, prevista per il pomeriggio del 25 settembre, poi di fatto annullata a causa delle dimissioni.

Marco Galiano era stato sostenuto alle elezioni da una coalizione ampia, composta da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Popolari con Galiano e Per Trani. Aveva conquistato la fascia tricolore al turno di ballottaggio, ottenendo quasi il 51% delle preferenze. Dopo aver presentato le dimissioni, Galiano dispone ora di un periodo di 20 giorni, a partire dal 25 settembre 2026, per un eventuale ripensamento e il ritiro della sua decisione.

La mobilitazione per il plesso Giustina Rocca

La mobilitazione delle famiglie, culminata con il sit-in del 23 settembre 2026 davanti a Palazzo di Città, ha visto la partecipazione di numerosi genitori con cartelli e una raccolta firme. La protesta era diretta contro lo scorporo del plesso Giustina Rocca dal comprensivo Rocca-Bovio-Palumbo-D’Annunzio. I manifestanti hanno chiesto all’amministrazione comunale di ritirare la proposta e di avviare un confronto costruttivo con la comunità scolastica. La presidente del Consiglio d'Istituto, Concetta Lippolis, ha sottolineato come lo scorporo avrebbe potuto compromettere il lavoro svolto negli ultimi anni, in particolare l'offerta formativa, le attività musicali, l'orchestra, l'indirizzo musicale e i progetti Erasmus.

L'istituto, costituito da soli due anni, ha richiesto una continuità triennale e ha evidenziato di contare su 1.170 alunni, un numero considerato in linea con i parametri regionali. La raccolta firme ha raggiunto 1.182 sottoscrizioni, rafforzando la richiesta principale che l'amministrazione ascolti le famiglie e la comunità scolastica prima di prendere decisioni definitive sulla rete scolastica cittadina.