Il senatore lucano Gianni Rosa (Fratelli d’Italia) è intervenuto a Potenza il 17 settembre 2026 per chiarire le polemiche sul possibile commissariamento legato alle estrazioni petrolifere in Basilicata. In una nota, Rosa ha criticato la “povertà di conoscenze imbarazzante” della classe politica lucana, collegando la discussione alla disciplina dei procedimenti per titoli minerari e autorizzazione alla perforazione di pozzi in terraferma.

Competenze statali e iter autorizzativo

Rosa ha ricordato che la competenza per i titoli minerari e l’autorizzazione alla perforazione di pozzi in terraferma è statale dal 2014.

Le autorizzazioni sono rilasciate tramite un procedimento unico di massimo 180 giorni, che si conclude d’intesa con le Regioni dopo una valutazione di impatto ambientale (VIA) positiva. Il senatore ha definito questo un “normale procedimento amministrativo”, chiarendo che tempi certi non implicano una sostituzione automatica della volontà regionale.

Tempi per l’intesa regionale e nomina del commissario

Gianni Rosa ha dettagliato la scansione temporale per l’espressione dell’intesa regionale. La Regione dispone di 45 giorni dalla ricezione della documentazione per esprimersi. Senza risposta, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente, assegna ulteriori 60 giorni.

Il totale è di 105 giorni prima di un eventuale passaggio successivo.

Solo dopo 105 giorni senza una posizione regionale, e con il coinvolgimento della Regione, potrebbe essere nominato un commissario ad acta. Rosa ha negato che ciò comporti automaticamente il rilascio dell’intesa o un esito obbligato favorevole. Ha respinto l’idea che la procedura violi l’autonomia regionale o la volontà dei cittadini, contestando alle opposizioni un automatismo non previsto dalla normativa.