Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha pronunciato un intervento all’ONU, a New York, il 24 settembre 2026, focalizzato sulla necessità di restituire alle Nazioni Unite una capacità effettiva di decisione e di azione. Il ministro ha richiamato la missione originaria dell’Organizzazione, nata per impedire che la violenza diventi l’unica regola nei rapporti internazionali, collegando questa impostazione a un multilateralismo più operativo.

Nel discorso, diffuso alle 03:27, Tajani ha affermato che le Nazioni Unite devono tornare a essere fedeli alla propria funzione attraverso decisioni e iniziative concrete.

Il ministro ha usato una formula diretta per indicare il limite dell’attuale funzionamento dell’Organizzazione, dichiarando: “troppo spesso questa Organizzazione appare impotente”. Nello stesso intervento, ha ribadito l’impegno dell’Italia per una moratoria universale sulla pena di morte, un passaggio accolto dall’applauso dell’Assemblea.

Riforma del Consiglio di Sicurezza

Una parte del discorso ha riguardato il Consiglio di Sicurezza. Tajani ha sostenuto che l’organo non debba rimanere riservato a pochi Stati, sintetizzando la sua posizione con l’affermazione che “non deve essere un club esclusivo”. Questo riferimento si inserisce nel tema generale dell’intervento: rendere le Nazioni Unite più capaci di rappresentare, decidere e agire nei dossier internazionali.

Il ministro ha chiuso il suo intervento indicando la pace come un compito continuativo. Nel passaggio finale, ha presentato la pace non come un risultato acquisito una volta per tutte, ma come una responsabilità quotidiana da difendere, costruire e perseguire con costanza. Il messaggio è stato formulato come posizione ufficiale dell’Italia all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Ucraina e l’impegno per la pace

Nella stessa cornice istituzionale, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Tajani ha ribadito la linea italiana sulla guerra in Ucraina. Il Vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri ha confermato il sostegno dell’Italia al popolo ucraino e l’obiettivo di una pace giusta e duratura. Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha confermato questa impostazione, unita alla condanna dei raid contro infrastrutture civili ed energetiche.