La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso una netta contrarietà all’ipotesi di istituire classi separate per bambini con disabilità e per alunni stranieri. L’intervento è avvenuto a Perugia, il 22 settembre 2026, a margine di un’iniziativa della Uil nel capoluogo umbro. Proietti ha definito il tema un motivo di profonda preoccupazione e rabbia, inserendo la sua presa di posizione nel più ampio dibattito sulle cosiddette classi ghetto.

La presidente umbra ha ribadito con forza che “sentir parlare di classi ghetto per bambini con disabilità e per quelli stranieri preoccupa e fa rabbia”.

Interrogata in merito a posizioni controverse, Proietti ha risposto con una formula di condanna assoluta e inequivocabile, affermando: “No, no, assoluto condanna la più ferma possibile”. Ha inoltre sottolineato l'importanza di non inseguire tali posizioni, invitando il Governo a concentrare l'attenzione su problemi concreti che affliggono i cittadini.

Il richiamo al Governo e la priorità della sanità pubblica

Nel suo intervento, Proietti ha evidenziato la necessità che il Governo si occupi delle reali esigenze dei cittadini. La presidente ha richiamato in particolare l'urgenza di maggiori fondi per la sanità pubblica, precisando che questa richiesta proviene da tutte le Regioni italiane, incluse quelle amministrate dal centrodestra.

Per l’Umbria, ha rivendicato un modello di sanità pubblica ben consolidato, interamente fondato e basato sul sistema pubblico.

Il tema del finanziamento sanitario è stato ampiamente trattato dalla presidente umbra nel corso dello stesso scambio con i giornalisti. Proietti ha argomentato che il sistema sanitario necessita di un incremento significativo delle risorse economiche, paventando il rischio di un collasso del sistema stesso in assenza di adeguati finanziamenti. Ha inoltre menzionato il ministro Schillaci, collegando le istanze delle Regioni alla necessità di un robusto sostegno finanziario per il servizio sanitario pubblico.

Il dibattito nazionale sull'integrazione scolastica

Il contesto del dibattito nazionale, al quale si è riferita Proietti, verte sull’ipotesi di introdurre un tetto alla presenza di alunni stranieri nelle classi.

La discussione include anche la considerazione delle seconde generazioni, ovvero studenti figli di individui giunti in Italia da altri paesi anche da venti o trent’anni. Nel confronto pubblico è emerso con forza anche il tema dell'italiano L2, indicato come un insegnamento specifico e fondamentale per garantire una piena integrazione e successo scolastico a questi studenti.