Roberto Fico, in una dichiarazione rilasciata a Castel Volturno, in provincia di Caserta, il 6 ottobre 2026, ha espresso la ferma contrarietà della Regione Campania all'istituzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr). Questa posizione, chiaramente articolata nel comune casertano, ha evidenziato come tale struttura non sia ritenuta utile né per la Campania nel suo complesso, né per il Paese in generale, né tantomeno per l'area specifica di Castel Volturno, un territorio che, secondo Fico, non necessita affatto di un Cpr.
La ferma opposizione espressa a Castel Volturno
Nel cuore del suo intervento, Fico ha pronunciato la frase chiave che riassume la posizione regionale: "La Regione è contro il Cpr". Questa affermazione ha collegato in modo esplicito il rifiuto di tale centro alla profonda convinzione che una struttura di questo tipo non apporti benefici concreti alla Campania, non sia d'aiuto per l'intero Paese e, in particolare, non risponda alle reali esigenze dell'area di Castel Volturno. Fico ha ribadito con forza che il territorio locale necessita di soluzioni differenti e più costruttive per il suo sviluppo, non certo di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio, annunciando una prossima e significativa mobilitazione pubblica per rafforzare e ribadire questa posizione.
La data fissata per questa importante iniziativa di protesta è il 24 ottobre. Fico l'ha descritta come una "grande manifestazione organizzata dal basso", sottolineando il carattere popolare e spontaneo dell'evento, che avrà luogo proprio a Castel Volturno. Questa scelta del luogo non è casuale, ma evidenzia la volontà di affermare la contrarietà al Cpr in modo diretto e significativo, legandola indissolubilmente al contesto e alle problematiche specifiche del comune casertano.
Cosa sono i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr)
Nel panorama del sistema nazionale italiano per la gestione dell'immigrazione, la sigla Cpr identifica i Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Si tratta di strutture specifiche destinate al trattenimento amministrativo di cittadini stranieri in attesa dell'esecuzione di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale.
Il trattenimento in questi centri interviene quando l'espulsione immediata – sia essa tramite accompagnamento alla frontiera o respingimento – non è attuabile con prontezza. Ciò può dipendere da diverse situazioni transitorie che ostacolano la preparazione logistica del rimpatrio o l'effettuazione materiale dell'allontanamento.
La normativa vigente che regola il funzionamento dei Cpr stabilisce che lo straniero debba essere trattenuto per il tempo strettamente necessario all'interno del centro di permanenza per i rimpatri più vicino, tra quelli individuati o costituiti attraverso un decreto congiunto del Ministro dell'Interno e del Ministro dell'Economia e delle Finanze. Il trattenimento può riguardare individui colpiti da un provvedimento di espulsione in diverse circostanze, tra cui la presenza di un concreto rischio di fuga, la necessità di fornire soccorso, o per l'esecuzione di accertamenti supplementari volti a verificare l'identità o la nazionalità del soggetto.