Benjamin Netanyahu ha preso la parola dalla sede della nottata elettorale del Likud a Gerusalemme, nella notte del 28 ottobre 2026, alle 02:28. Il premier ha commentato i risultati ancora non definitivi delle elezioni israeliane, aprendo il suo intervento con una dichiarazione di attesa per i dati finali. Ha però subito evidenziato due elementi che, a suo dire, si sarebbero già delineati con chiarezza dall'esito del voto.

Netanyahu ha affermato che il Likud è emerso come il partito più grande d'Israele. Ha poi collegato questo risultato ai sondaggi circolati prima delle elezioni, accusando i “canali della propaganda” di aver diffuso dati falsi, attribuendo al suo partito solo 19 seggi.

Secondo il premier, l'intento di tali proiezioni era quello di deprimere la partecipazione al voto.

In secondo luogo, Netanyahu ha dichiarato che la sua coalizione detiene una maggioranza. Su questa base, ha indicato come obiettivo primario la formazione di un ampio governo di destra nazionale. Un punto cruciale del suo discorso è stata la ferma posizione contro la possibilità che un esecutivo possa essere formato con il sostegno dei partiti arabi, sottolineando la necessità di fare “di tutto” per impedirlo.

Il quadro degli exit poll e la soglia della maggioranza

Il panorama politico, ancora in fase di definizione, è stato delineato dagli exit poll, che forniscono una prima indicazione sulla composizione della Knesset.

Il parlamento israeliano, composto da 120 membri, richiede una soglia di 61 seggi per raggiungere la maggioranza necessaria alla formazione di un governo stabile.

Le rilevazioni diffuse nella notte elettorale hanno mostrato un sostanziale equilibrio: il “fronte del cambiamento”, guidato da Gadi Eisenkot, e la coalizione capeggiata dal Likud di Netanyahu risultano appaiati, entrambi con 51 seggi. Nonostante il Likud si confermi il primo partito, il raggiungimento della soglia dei 61 seggi rimane il parametro numerico centrale e più significativo di questa tornata elettorale, rendendo complessa la formazione di un esecutivo.

Il ruolo crescente dei partiti arabi

Un elemento di rilievo emerso dagli exit poll è l'aumento del peso politico dei partiti arabi.

Questi ultimi, secondo le proiezioni, passerebbero dagli 11 seggi del Parlamento uscente a una forchetta stimata tra 15 e 18 seggi.

Questo incremento numerico spiega la particolare enfasi posta da Netanyahu sulla necessità di evitare un governo sostenuto da tali formazioni politiche. Le stesse rilevazioni degli exit poll indicano il Likud a 27 seggi, confermando la sua posizione di forza relativa, ma evidenziando al contempo la frammentazione del consenso e la complessità dei negoziati che si prospettano per la costruzione di una nuova maggioranza.