A Buenos Aires, il 15 ottobre 2026, la polizia ha disperso con lanci di lacrimogeni e camion idranti una manifestazione indetta da studenti, docenti e sindacati universitari. La protesta, svoltasi nella piazza antistante il Parlamento argentino, chiedeva al governo di Javier Milei l’effettiva attuazione della Legge sul Finanziamento Universitario. Il corteo aveva come obiettivi principali la difesa delle istituzioni universitarie pubbliche e l'aumento degli stipendi dei docenti, come previsto dalla normativa.

Gli scontri sono iniziati dopo che un gruppo di persone ha lanciato pietre oltre le transenne che proteggevano il Congresso.

Le forze dell’ordine sono intervenute prontamente per disperdere la folla. Immagini televisive hanno mostrato alcuni manifestanti feriti, colpiti direttamente da candelotti lacrimogeni. Deputati dell’opposizione, riuniti in seduta all'interno del Parlamento, sono scesi in piazza e hanno definito l'intervento una “repressione ingiustificata di una manifestazione pacifica”.

La mobilitazione per il finanziamento universitario

La mobilitazione ha riunito studenti, docenti e sindacati universitari, uniti dalla richiesta di applicare integralmente la norma sul finanziamento universitario. Nella stessa giornata, davanti all'edificio legislativo hanno marciato anche partiti di sinistra e diverse organizzazioni sociali, tutti schierati a sostegno delle rivendicazioni.

La protesta ha avuto come punto centrale l’accusa di mancato rispetto della Legge di Finanziamento Universitario, una norma che obbliga ad aumentare gli stipendi dei docenti e a difendere le case di studio pubbliche, considerate un pilastro fondamentale del sistema educativo nazionale.

Il presidio si è concentrato proprio davanti al Parlamento, in un momento cruciale in cui i deputati dell’opposizione erano impegnati in una sessione all'interno dell'edificio. La dinamica degli incidenti si è sviluppata davanti alle barriere poste a protezione del Congresso: prima il lancio di pietre oltre le transenne, poi l’azione della polizia con lacrimogeni e idranti. Le persone ferite, mostrate dalle immagini televisive, sono state colpite dai candelotti lacrimogeni durante le fasi più concitate della dispersione della manifestazione.

Il contesto politico della giornata

La giornata parlamentare argentina si è svolta mentre l’opposizione aveva convocato una sessione alla Camera dei deputati legata al DNU 70/2023 del governo. Questa seduta mirava ad avanzare su iniziative considerate scomode per l'esecutivo argentino, tra cui la proroga dell’emergenza in materia di disabilità. La concomitanza della protesta in piazza con i lavori parlamentari ha evidenziato le tensioni politiche e sociali che attraversano il paese. Alla Camera sono mancati otto voti per il raggiungimento del quorum, sottolineando le difficoltà politiche del momento.