Un incontro cruciale è atteso a Roma la prossima settimana tra Antonio Tajani, leader di Forza Italia, e Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana e dell’assemblea del partito. Questo faccia a faccia si colloca in un periodo di intensa tensione politica all'interno di Forza Italia in Sicilia, e segue la sospensione da parte di Schifani dell'ipotesi delle sue dimissioni.

Dagli ambienti del partito, la natura del confronto è stata definita con chiarezza: «Sarà un incontro da dentro o fuori, sicuramente non interlocutorio ma definitivo: Schifani ha solo congelato l'idea delle dimissioni».

Questa affermazione evidenzia come la riunione non sia concepita come un momento preparatorio, ma piuttosto come un appuntamento politico conclusivo, volto a dirimere le divergenze tra la leadership nazionale del partito e la presidenza della Regione Siciliana.

Il nodo dell’assemblea Irfis FinSicilia

A complicare ulteriormente il quadro delle relazioni interne, l’8 ottobre si è registrato un episodio significativo. L’assemblea dei soci di Irfis FinSicilia, identificata come il braccio finanziario della Regione, è andata deserta in mattinata. L’assemblea era stata convocata per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione e per nominare alla presidenza un esponente dell’area catanese di Forza Italia.

La seconda convocazione dell’assemblea dei soci di Irfis FinSicilia è fissata per il giorno seguente. Tuttavia, non si esclude la possibilità che anche questa seconda sessione possa fallire, lasciando in carica l’attuale consiglio di amministrazione. Questo scenario è interpretato come un ulteriore segnale della tensione che pervade il partito in Sicilia.

La ricandidatura 2027 e il colloquio teso

Le radici di questa crescente frizione risalgono al 6 ottobre 2026, quando si è verificato un colloquio telefonico molto teso tra Tajani e Schifani. Il fulcro della discussione era la possibile ricandidatura di Schifani alla presidenza della Regione Siciliana per le elezioni del 2027. Mentre Schifani considerava la sua rielezione scontata, a Roma erano emersi forti dubbi riguardo a un suo secondo mandato.

A contribuire al clima di incertezza e dibattito interno, si sono aggiunte le dichiarazioni di Nino Minardo, commissario siciliano di Forza Italia, il quale aveva sottolineato la necessità di un profondo rinnovamento politico all'interno del partito.