La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha delineato l'11 ottobre 2026, durante la sua partecipazione a Che tempo che fa con Fabio Fazio, la necessità imprescindibile di un'ampia unità nel campo politico per raggiungere la vittoria. Nel corso del suo intervento televisivo, Salis ha sostenuto con fermezza che il successo elettorale, sia al centro che a sinistra, può concretizzarsi esclusivamente attraverso la formazione di un campo unito, riassumendo la sua posizione con la chiara affermazione: «le larghe intese sono necessarie».
Durante la trasmissione, Salis ha operato una netta distinzione tra l'area moderata e quella progressista.
La sindaca ha posto in risalto l'importanza del tema della leadership, dichiarando inequivocabilmente: «Moderato e progressista non è la stessa cosa». Ha inoltre specificato di non nutrire timori nell'affrontare e approfondire i temi caratteristici della sinistra, pur riconoscendo e valorizzando l'importanza strategica dello sviluppo economico, della tutela dell'industria e della capacità di instaurare un dialogo proficuo con le molteplici realtà e mondi presenti nel Paese.
Unità politica, leadership e identità progressista
Salis ha enfaticamente collegato il concetto di vittoria politica alla concreta costruzione di un campo unitario. La sua argomentazione si è focalizzata sul complesso rapporto tra centro e sinistra e sull'inderogabile necessità di evitare qualsiasi sovrapposizione tra l'etichetta di moderato e quella di progressista.
La sindaca ha quindi chiaramente collocato il proprio profilo politico all'interno dell'area progressista, pur precisando che su alcuni specifici temi è possibile assumere posizioni moderate, senza però rinunciare ai contenuti fondamentali che ella definisce intrinsecamente di sinistra.
Il dibattito televisivo ha altresì messo in luce la ricerca di un leader progressista che sia non solo capace di esprimere e realizzare le istanze proprie della sinistra, ma anche, e contestualmente, di dialogare in maniera efficace e inclusiva con tutti i diversi mondi e settori del Paese. Questo passaggio cruciale rafforza ulteriormente l'idea di un campo politico ampio e coeso, mantenendo al contempo una netta distinzione tra un'identità progressista ben definita, una spiccata attitudine al dialogo politico e una costante e vigile attenzione verso la tutela dell'industria e la promozione dello sviluppo economico.
Primarie, programma e prospettive economiche
Nel medesimo contesto dell'intervento, Salis ha ribadito con chiarezza la sua decisione di non presentare la propria candidatura alle primarie del centrosinistra. Ha tuttavia espresso piena e convinta disponibilità a contribuire attivamente e fattivamente alla stesura del programma della coalizione, offrendo anche un ruolo di supporto significativo e di partecipazione alla campagna elettorale, pur mantenendo la sua carica istituzionale di sindaca. La questione delle primarie è stata quindi esplicitamente posta in secondo piano rispetto alla priorità strategica della costruzione programmatica.
Salis ha inoltre affrontato il dibattuto tema della patrimoniale, chiarendo di non considerarla una soluzione strutturale.