Il sindaco Marino torna dalle vacanze e contrattacca, dopo le numerose polemiche che ha suscitato la sua decisione di non interrompere le vacanze ai Caraibi, sfociate poi in una contestazione di alcuni dei partecipanti alla manifestazione promossa dal presidente dem Matteo Orfini e ribattezzata "Antimafia capitale", tenutasi giovedì 3 settembre davanti alla chiesa di Don Bosco.

Le dichiarazioni - Dapprima il sindaco ha definito la relazione di Alfano su #Mafia Capitale del 27 agosto una fotografia "datata" della situazione a Roma, provocando la replica immediata del ministro dell'Interno: "Marino ha assolutamente ragione, la mia foto su Roma è datata al 2014, mentre gli ricordo che lui è stato eletto nel 2013". Ma quello che il sindaco Marino non vuole assolutamente sentirsi dire è che lui sia stato in qualche modo "commissariato"  dal governo che ha nominato il prefetto Gabrielli coordinatore per le attività del Giubileo e 'sorvegliante' per le attività riconducibili a "8 ambiti " di Roma Capitale, tra i quali ambiente, casa, verde, campi nomadi e immigrazione, cioè quelli maggiormente inquinati da Mafia Capitale.  E continua: “In una città in cui lo Stato non è stato nelle condizioni di garantire la sicurezza dello spazio aereo, con l’intrusione di oggetti volanti non identificati e non fermati, credo sia giusta la decisione di responsabilizzare prefetto e Governo" , questa la frecciata del sindaco che poi ha precisato di non sentirsi sotto tutela perché "è evidente che gli spazi aerei e terrestri dal punto di vista dell'ordine pubblico, ai tempi del primo Giubileo nell'era dell'#Isis, spettano come responsabilità al governo ed al Viminale".

La conclusione della disputa - In realtà, con il suo intervento di fine agosto, il governo ha ridisegnato la mappa dei poteri amministrativi di Roma individuando nel prefetto Gabrielli l'uomo da affiancare al sindaco, in posizione di parità o, come nel caso del Giubileo, in posizione di coordinatore. Marino appare sempre più come un soggetto estraneo; Renzi già da tempo sembra non fidarsi più di lui ma allo stesso tempo ritiene che non sia conveniente per il PD, col Giubileo alle porte, il partito romano in disgrazia presso l'elettorato e con il M5S serio candidato ad ottenere la maggioranza in Campidoglio, provocare una crisi nella Giunta capitolina. #Cronaca Roma