Il primo agosto la pagina Facebook del negozio di scarpe di Frascati, Eredi Corazza, pubblica la locandina della loro campagna pubblicitaria di calzature in cui è raffigurato il corpo di una donna dalla vita ai piedi, distesa a terra, con gli slip ed i jeans abbassati, le gambe aperte e una zeppa nera da pubblicizzare. Quello che hanno pensato tutti coloro che hanno osservato questa immagine, anche i meno bigotti, è l'idea di una donna che è appena stata stuprata. Non sembra esserci altra via di giudizio. 

Sui social scoppia la polemica

Sui social è subito scoppiata la polemica nei confronti della locandina scioccante ed inammissibile.

La violenza sulle donne è un tema spinoso e delicato nel nostro paese, andrebbe trattato con maggiori precauzioni. In un periodo storico in cui le immagini pubblicitarie hanno un impatto forte ed una responsabilità di altrettanta misura su chi le guarda, il negozio di calzature non doveva lasciarsi andare a questo errore di cattivo gusto.

La risposta dei direttori del negozio

I direttori del negozio hanno risposto alle accuse su Facebook sostenendo che il loro messaggio sia stato male interpretato, le loro immagini hanno il solo fine della vendita dei loro prodotti. Proprio per questo, per le loro campagne pubblicitarie, si rivolgono a fotografi di alto calibro, come David Lachapelle o Oliviero Toscani, che li aiutano alla ricerca di quel canone estetico e stilistico che contrassegna le loro calzature.

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Nel commento in cui hanno spiegato la loro iniziativa, i direttori hanno inoltre sostenuto che la loro pensata aveva delle basi culturali ben solide, sono proiettati a quel filone di arte moderna che pubblicizza immagini crude, oscene e nella maggior parte dei casi indecenti. 

L'entrata in scena dell'azienda IXOS

I direttori, nel pubblicare la locandina, hanno anche associato la scelta dell'immagine pubblicitaria all'azienda d'abbigliamento, calzature e pelletteria IXOS. Questi hanno subito voluto prendere le distanze da Eredi Corazza, dissociandosi dalla loro scelta: coloro che hanno preso questa iniziativa, infatti, non li avevano affatto contattati. Gli Eredi Corazza hanno perciò agito in piena autonomia.

Ma di fronte alle aziende pubblicitarie della moda che ormai adoperano solo figure accattivanti e a volte immorali per attirare l'attenzione e accaparrarsi chiacchiere, come le continue pubblicità piene di eros di Dolce e Gabbana, cosa possiamo aspettarci dalle piccole aziende locali?