Il virus Zika riguarda anche la zanzara comune "Culex", la più diffusa nel pianeta, Italia inclusa. Lo rivelano ricercatori brasiliani della Oswaldo Cruiz Foundation in occasione di un seminario nello Stato nordorientale del Pernambuco, messo in ginocchio dall’epidemia. Sono già stati condotti test su oltre 200 zanzare, occorre però uno studio approfondito sull’entità della diffusione del virus che potrebbe durare dai 6 ai 10 mesi. Fino ad oggi si pensava che le uniche portatrici del virus fossero la zanzara tigre e Aedes Aegypti, quest’ultima molto più rara poiché si riproduce solo in pozze d’acqua pura.

In Brasile questa specie d'insetto è molto più diffusa rispetto all'Aedes. La malattia rischia però di diffondersi anche nel nostro continente: in Italia e Gran Bretagna sono già stati registrati alcuni possibili casi.

Legame tra virus e microcefalia

La malattia viene trasmessa dalle punture di zanzare infette, che possono essere portatrici anche di febbre gialla e chikungunya. Nel 1947 per la prima volta il virus è stato identificato in una scimmia in Africa: da allora il contagio ha raggiunto gli esseri umani in Uganda e Tanzania.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dallo scorso ottobre il virus è comparso in diversi paesi del centro e sud America dove si sta diffondendo rapidamente. Inoltre è emerso il legame tra virus e rischio microcefalia, una malformazione neurologica che affligge la testa dei neonati, rendendola più piccola.

Dopo lo scoppio di Zika, i neonati che presentavano questa malformazione sono saliti da 163 all’anno in media a 3530.

Quarantanove di questi bambini sono morti. Intanto, le autorità sconsigliano le gravidanze nei luoghi più colpiti. La microcefalia, spiega un documento dell'Oms, porta circa 1 paziente su 5 a necessitare di cure in terapia intensiva per scongiurare la morte a causa di complicanze respiratorie o all'apparato cardiocircolatorio. La grande azienda tecnologica di Mountain View, Google, ha stanziato un milione di dollari al fine di favorire la prevenzione e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul virus.

"Big G" si è inoltre impegnata a collaborare con governi e associazioni per combattere l’infezione. Grazie a queste importanti risorse, circa 200 milioni di persone già colpite dal virus potranno ricevere assistenza tramite l’Unicef.

Olimpiadi di Rio 2016 a rischio

Mentre cresce il livello di allerta, Carlos Nuzman, a capo del comitato organizzativo olimpico per Rio 2016, assicura che “la situazione è sotto controllo e che la crisi è al primo posto nelle priorità”. Per proteggere atleti e delegazioni, nelle stanze in cui saranno ospitati, verrà installata l'aria condizionata per "minimizzare il pericolo di contatti con le zanzare". Intanto, nel resto del Paese le autorità hanno reagito all’epidemia, disinfettando e pulendo l’acqua stagnante dove gli insetti si riproducono.

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