Dura lex sed lex. Questa la frase usata per spiegare che la legge può essere crudele ma rimane comunque un obbligoda rispettare. In Italia quello che permette di essere iscritti ad una Asl è la possibilità di comunicare il proprio indirizzo di residenza. Niente residenza, niente dottore.

Questo problema burocratico è una vera sciagura per chi ne è coinvolto e che quindi non può avere un medico di base, né farsi prescrivere esami o farmaci pagando il ticket, ma deve in caso di necessità provvedere di tasca propria o rivolgersi ad una struttura di pronto soccorso pubblico.

Dati recenti forniti dalle associazioni che seguono e rappresentano le categorie coinvolte indicano in circamezzo milione le personeche non hanno la residenza.

In Italia ci sono circa 60000 persone senza fissa dimora e più di 100000 che occupano abusivamente delle case, oltre almeno 300000 cittadini comunitari che rimangono nel bel paese pur non avendo reddito né residenza.

Se serve si va al Pronto soccorso

Per questi derelitti, in caso di bisogno anche lieve, non rimane che rivolgersi ad un pronto soccorso, dove ovviamente si viene registrati con codice giallo ed aspettare per ricevere quelle che, pur essendo considerate "cure non essenziali", in Italia non vengono negate a nessuno.

Tutto questo ha però un notevole costo aggiuntivo per il sistema sanitario italiano, infatti un intervento al pronto soccorso costa da un minimo di 150 fino a 400 euro, mentre il costo di un medico di base è di 44 euro l'anno per ogni paziente.

Trattamento per gli extracomunitari

Per gli extracomunitari sono stati istituiti degli ambulatori appositi nelle Asl, quindi paradossalmente vengono favoriti nei confronti dei cittadini europei e anche degli italiani che ricadono negli intoppi burocratici di cui si parlava ad inizio articolo.

Gli stranieri presenti in Italia devono per legge essere iscritti al servizio sanitario, fermo restando la necessità di residenza, e contribuiscono ai costi tramite la normale fiscalità vigente.

Quando non sono in regola l'assistenza sanitaria è fornita ugualmente da ospedali e centri di pronto soccorso o strutture create appositamente, mentrele spese che lo stato sostiene dovranno essere recuperate dai paesi di origine.

Il problema dei bambini

L'ultima considerazione da fare riguarda i bambini, soprattutto quelli degli immigrati clandestini che non sono ancora in regola, ma lo stesso discorso vale per ogni bambino che non sia seguito da un pediatra.

Questi sono in numero davvero notevole e, venendo a mancare l'assistenza di base, viene a mancare anche tutta quella profilassi vaccinale che ha fatto sì che in Italia le malattie infantili più gravi siano state pian piano debellate.

I problemi creati da queste anomalie burocratiche non sono pochi e solo in alcuni casi possono essererisolti grazie ad associazioni di volontariato che se ne fanno carico oppure grazie a funzionari delle Asl un po' meno fiscali che, guardando un po' oltre, riescono a oltrepassare i cavilli burocratici permettendo a chi ne ha bisogno di ottenere la giusta assistenza.

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