Problemi di insonnia, anche se si protraggono per un breve periodo, potrebbero lasciare segni indelebili nel nostro cervello e, in particolar modo, sulle fibre nervose. Recentemente, studi approfonditi nel settore, avrebbero ulteriormente confermato i danni causati dalla mancanza di adeguato riposo a carico del nostro organismo e come possa incidere negativamente sulle normali funzioni del cervello.

Insonnia: i risultati dello studio sul cervello

Lo studio sull’insonnia avrebbe fatto emergere risultati estremamente importanti che confermerebbero i pericoli per la nostra Salute legati direttamente all’insonnia.

Basterebbero, infatti, meno di 5 giorni di sonno non idoneo per intaccare e assottigliare la guaina che protegge e isola le fibre nervose del cervello. Lo studio preliminare su cavie è stato condotto dai ricercatori italiani Chiara Cirelli e Michele Bellesi e si sarebbe basato privando del sonno i topi per quattro giorni e mezzo, con una effettiva riduzione del loro normale sonno di circa il 70 per cento. Gli effetti negativi di questa privazione sarebbero emersi in modo significativo e subitaneo, evidenziando allo studio una riduzione del normale spessore della guaina protettiva, chiamata mielina. La risposta in parallelo sull’uomo, dei risultati dello studio, sarebbero ancora da definire, ma una futura ipotesi per conclamare tali effetti sarebbe quella di indirizzare le ricerche utilizzando la PET (tomografia ad emissione di positroni con traccianti radioattivi) per poter individuare e confermare le ipotesi sugli effetti dovuti dalla carenza di sonno e la conseguente riduzione, anche sul cervello dell’uomo, degli spessori di mielina.

L’importanza del sonno sul nostro organismo

Un buon riposo interviene positivamente su tutto il nostro organismo, giovando notevolmente sulle nostre attività cerebrali, sulla memoria e le capacità del buon apprendimento. Come abbiamo visto dal recente studio l’insonnia potrebbe addirittura incidere negativamente sulla normale struttura del nostro cervello, ma anche in altri organi come il cuore aumentando la possibilità di sviluppare malattie cardiache.

Ultimamente si parla spesso anche di insonnia da ‘smartphone’ e da ‘hi-tech’ determinata da un uso non idoneo o eccessivo dei dispositivi tecnologici. Questo tipo di insonnia, dell’era moderna, interesserebbe adulti, adolescenti ma anche bambini in tenera età, che statisticamente, considerando, in particolar modo l’ultimo secolo, avrebbero perso almeno un’ora del loro normale sonno.

Le cause più comuni, legate a questo tipo di problema, sono molto spesso associabili anche allo stress psicofisico, la depressione, abuso di sostanze eccitanti come alcol o droghe, disturbi di tipo ambientale, apnee notturne e il jet lag dovuto ai repentini cambiamenti dei fusi orari durante i viaggi. L’insonnia inoltre può essere definita ‘primaria’ quando la sua manifestazione avviene in modo indipendente, è chiamata invece ‘secondaria’ se la sua insorgenza è la conseguenza di una concomitante situazione legata alla salute fisica e psichica del paziente.