L'ipotesi di centralizzazione del sistema di soccorso nelle Marche, destinata a essere discussa in Commissione del Consiglio regionale, è al centro di una nuova iniziativa politica. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, ha annunciato ad Ancona, il 1° settembre 2026, il deposito di un'interpellanza urgente rivolta al presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli, per affrontare le gravi problematiche dell'emergenza-urgenza sanitaria e la situazione critica dei Pronto soccorso.
Cesetti collega direttamente la possibile riforma del 118 al riordino sanitario regionale varato nel 2022.
A suo avviso, la decisione di centralizzare il servizio rappresenta la «prova provata del fallimento» dell'intera legge di riordino sanitario, in particolare della Legge regionale n. 19/2022, con cui, secondo il consigliere, è stata «cancellata l'Asur». Il consigliere dem ha dichiarato: «L'ipotesi di riforma del 118 attraverso la sua centralizzazione non è solo un provvedimento tardivo e insufficiente a risolvere l'emergenza dei Pronto soccorso, ma è la prova provata del fallimento dell'intera legge di riordino sanitario con cui nel 2022 la destra ha cancellato l'Asur».
Le contestazioni nell'interpellanza urgente
Nell'atto ispettivo depositato in Consiglio, Cesetti elenca una serie di criticità strutturali che affliggono il sistema dell'emergenza-urgenza.
Tra queste, evidenzia il sovraffollamento cronico nei Pronto soccorso, la presenza di pazienti bloccati sulle barelle, la marcata carenza di personale, i crescenti episodi di aggressione agli operatori sanitari e i gravi disservizi emersi con l'introduzione del sistema informatico Dedalus. Il consigliere sottolinea come questi elementi dipingano un quadro di un sistema sanitario regionale «allo stremo» e chiede alla Giunta regionale di fornire chiarimenti sulle misure adottate finora e sui risultati concretamente ottenuti.
La critica di Cesetti si estende anche a due specifici provvedimenti regionali. Si tratta della DGR n. 555 del 18 maggio 2026, mirata al potenziamento delle attività anti-boarding, e della DGR n.
963 del 20 luglio 2026, relativa a sperimentazioni per il miglioramento dei tempi di soccorso. Secondo il consigliere, tali iniziative non avrebbero sortito gli effetti desiderati. A riprova di ciò, Cesetti cita i verbali del 24 agosto, redatti a seguito di un incontro con i soccorritori dell'Anpas, nei quali la dirigenza dell'Ast di Ancona avrebbe «finalmente ammesso» la persistenza, la ricorrenza e la gravità del problema, riconoscendo dimensioni ben maggiori rispetto a quanto inizialmente ipotizzato dai vertici.
In conclusione, Cesetti richiama gli articoli 121 e 32 della Costituzione, che stabiliscono rispettivamente la responsabilità del Presidente della Giunta nella guida della politica regionale e l'obbligo di tutelare la salute.
Il consigliere del Partito Democratico ha lanciato un appello diretto: «La propaganda delle riforme annunciate per l'autunno non funziona più: Acquaroli venga in Aula a chiarire come intende fermare il collasso del sistema dell'emergenza-urgenza e con quali misure intenda garantire ai marchigiani prestazioni tempestive, adeguate e di qualità».