Il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo, esponente di Basilicata Casa Comune, ha richiesto l’11 settembre 2026 a Potenza chiarimenti urgenti sulla vicenda della Casa di Comunità di Senise. La struttura, inizialmente classificata come Hub, è stata successivamente ricondotta alla configurazione di Spoke, generando forti contestazioni. La richiesta è stata presentata congiuntamente alla presidente del Comitato per la Difesa della Sanità Territoriale del Senisese, Carmelina Bulfaro, e alla sindaca di Senise, Eleonora Castronuovo.

I destinatari della missiva sono il presidente della giunta regionale, Vito Bardi, l’assessore alla salute, Cosimo Latronico, e, per gli aspetti gestionali, il direttore generale dell’Asp di Potenza, Giuseppe De Filippis.

Chiorazzo ha espresso una ferma contestazione della ricostruzione ufficiale degli eventi, collegando la sua richiesta di chiarimenti agli atti acquisiti. La controversia verte sulla classificazione della struttura e sul percorso amministrativo seguito tra gennaio, marzo e aprile 2026, culminato nel ritorno alla configurazione Spoke. L’esponente di Basilicata Casa Comune ha parlato di una narrazione “piena di bugie e di fatti che sono stati smentiti dal nostro accesso agli atti”, chiedendo esplicitamente di “ritirare la delibera ripristinando l'Hub a Senise”.

La cronologia contestata da Chiorazzo

Nella ricostruzione presentata da Chiorazzo, la vicenda ha avuto inizio nel gennaio 2026, quando i sindaci del territorio hanno avanzato la richiesta di programmare l’Hub a Senise, a seguito di una significativa mobilitazione cittadina.

Nel marzo 2026, il Dipartimento Sanità ha inoltrato al Ministero una richiesta formale per la riclassificazione della struttura a Hub. Questa classificazione è stata ottenuta ad aprile e sarebbe rimasta in vigore per un mese e sei giorni, ma, secondo la versione riferita da Chiorazzo, non è stata mai comunicata al territorio.

Il passaggio successivo, e particolarmente controverso, si colloca l’8 maggio. In quella data, nel centro dell’area sud della Basilicata, si è svolta una mobilitazione popolare che ha visto la partecipazione di oltre mille persone, senza simboli di partito. Nello stesso giorno, nella ricostruzione contestata da Chiorazzo, la Regione avrebbe riproposto il ritorno alla classificazione Spoke per Senise, designando contestualmente l’Hub a Maratea.

Il vicepresidente del Consiglio regionale ha richiamato anche le Case di Comunità di Lagonegro e Potenza, anch’esse considerate Hub ma la cui realizzazione è in ritardo, e ha contestato l’idea di un trasferimento solo temporaneo dei servizi verso Maratea.

Investimenti e classificazione delle strutture

La questione della classificazione tra Hub e Spoke per le Case di Comunità è centrale nella polemica. Chiorazzo ha sottolineato come sull’infrastruttura di Senise siano stati investiti 6,6 milioni di euro, un dato significativo che, a suo dire, renderebbe ancora più incomprensibile la declassificazione. Questa cifra, menzionata anche nel sottotitolo dell’articolo, evidenzia l’importanza strategica e l’impegno economico già profuso per la struttura.

La richiesta di Chiorazzo si concentra quindi sul ripristino della classificazione originale, ritenendo che la decisione di declassare Senise a Spoke sia ingiustificata e contraddica gli investimenti e le esigenze del territorio.