Le famiglie dei bambini cardiopatici seguiti presso l’ospedale Monaldi di Napoli hanno lanciato un accorato appello affinché gli interventi chirurgici, inclusi quelli più complessi, possano tornare a essere eseguiti nella città partenopea. Questa richiesta urgente emerge da una situazione di profondo disagio che perdura da mesi, innescata dal tragico caso del piccolo Domenico Caliendo, vittima di un trapianto di cuore fallito, e dalla conseguente inchiesta della Procura di Napoli. L'indagine, che coinvolge diversi medici della struttura ospedaliera, ha portato alla sospensione delle attività operatorie, lasciando molte famiglie in uno stato di incertezza.

I genitori esprimono un sentimento di profondo disagio, dispiacere e smarrimento. Per le cardiopatie più delicate e gli interventi chirurgici più complessi, numerose famiglie si vedono costrette a lasciare la Campania, affrontando lunghi e onerosi spostamenti verso centri specializzati in città come Roma, Genova, Torino, Bologna e Milano. La motivazione addotta è la presunta mancanza, all'ospedale Monaldi, delle condizioni necessarie per eseguire con la dovuta sicurezza determinate procedure mediche di alta complessità.

L'Appello per la Ripresa delle Cure a Napoli

L'appello delle famiglie è rivolto direttamente alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, alla Regione Campania e a tutte le istituzioni competenti.

La richiesta è chiara: garantire la ripresa delle attività operatorie nel presidio napoletano, anche per gli interventi più delicati. Al centro delle preoccupazioni vi sono la sicurezza delle procedure e la continuità di cura per i bambini già operati, molti dei quali, come sottolineato dai genitori, erano stati seguiti in precedenza dal dottor Guido Oppido.

I genitori manifestano la forte preoccupazione di non disporre di un centro di riferimento adeguato e vicino a casa, capace di rispondere a tutte le esigenze cliniche dei loro figli cardiopatici, al di là del primo soccorso. Sottolineano inoltre le notevoli difficoltà legate al doversi spostare in altre regioni per controlli e successivi interventi, il che comporta l'affidamento dei bambini a professionisti non conosciuti dalle famiglie e dai piccoli pazienti già in carico.

Il Peso dei Trasferimenti e il Diritto alla Cura Locale

L'appello pone in evidenza il notevole peso dei trasferimenti fuori regione. Questi spostamenti comportano ingenti spese economiche, la perdita di giorni di lavoro per i genitori e significative difficoltà psicologiche per l'intera famiglia. I genitori rivendicano con forza il diritto di curare i propri figli nella propria regione, in un contesto di serenità e sicurezza. Sollevano, infine, un interrogativo sull'efficacia degli investimenti e dei fondi spesi nei mesi precedenti per potenziare la struttura del Monaldi, chiedendo quale utilità abbiano avuto tali risorse se le attività essenziali rimangono sospese.