Un importante studio internazionale, coordinato dall’Irccs Sant’Orsola di Bologna e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, suggerisce che la Pet (Tomografia a emissione di positroni) potrebbe efficacemente sostituire il prelievo del midollo osseo nella ricerca di metastasi in bambini e adolescenti affetti da rabdomiosarcoma. Questa innovazione diagnostica potrebbe evitare una procedura invasiva, finora considerata l’esame di riferimento per questo tumore maligno raro dei tessuti molli che colpisce prevalentemente la fascia pediatrica e adolescenziale.
La ricerca ha coinvolto un vasto campione di 423 pazienti, provenienti da centri specializzati in Europa e Nord America. Il confronto tra la diagnostica per immagini e il tradizionale prelievo del midollo osseo ha evidenziato l’elevatissima efficacia della Pet: l’esame ha infatti individuato le lesioni nel 98% dei casi. Solamente una singola metastasi è stata rilevata tramite il prelievo, ma non è stata identificata dalla diagnostica per immagini. In virtù di questi risultati promettenti, l’Oncoematologia pediatrica del Sant’Orsola si prepara a integrare questa nuova pratica nel percorso di trattamento, in accordo con la rete europea dei centri specializzati.
I dettagli dello studio e i dati clinici
Il lavoro scientifico, pubblicato in un ambito oncologico di rilievo, ha focalizzato la sua valutazione su pazienti con rabdomiosarcoma reclutati in diverse strutture europee e nordamericane. Per l’analisi sono state raccolte in modo retrospettivo le cartelle cliniche, i risultati degli esami con Pet/Tc o Pet/Rm e i referti del prelievo bilaterale di midollo osseo. Una parte significativa del campione, composta da 301 pazienti con tumori “avidi di Fdg” (ovvero che mostrano un elevato assorbimento del tracciante fluorodesossiglucosio, tipico delle cellule tumorali), è stata sottoposta sia alla Pet sia al prelievo del midollo prima dell’inizio della chemioterapia e della successiva resezione del tumore.
All’interno di questo gruppo specifico, le metastasi midollari sono state rilevate contemporaneamente sia dalla Pet sia dal prelievo in 54 pazienti. In altri 24 pazienti, le lesioni sono state identificate esclusivamente dalla Pet, mentre in un solo caso sono state individuate unicamente tramite il prelievo. L’assenza di metastasi al midollo osseo è stata invece confermata da entrambi gli esami in 222 pazienti. Queste osservazioni hanno permesso di attribuire alla Pet una notevole sensibilità del 98% nel rilevare le metastasi del midollo osseo, considerando il prelievo come lo standard diagnostico di confronto.
L'innovazione diagnostica al Sant’Orsola
Federico Mercolini, primo firmatario dello studio e membro dell’Oncoematologia pediatrica dell’Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, ha commentato l'importanza di questi risultati.
Secondo Mercolini, “quando la Pet non mostra segni di interessamento del midollo osseo, il prelievo potrebbe essere evitato senza compromettere l'accuratezza della diagnosi sullo stadio del tumore.” Questa affermazione sottolinea il potenziale della Pet di migliorare significativamente la qualità della vita dei bambini e adolescenti affetti da rabdomiosarcoma, riducendo la necessità di procedure invasive e dolorose.