Il 29 settembre 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, la Rete Cardiologica IRCCS ha presentato a Roma i primi risultati di CVRISK-IT, un progetto nazionale per la valutazione del rischio cardiovascolare. Lo studio ha già coinvolto circa 17.000 cittadini, registrando un’adesione al protocollo del 92%. L'iniziativa è coordinata dalla Rete Cardiologica IRCCS e finanziata dal Ministero della Salute.

Il progetto punta a coinvolgere 30.000 persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni, avendo già superato la metà del percorso previsto.

L'obiettivo primario è rendere più accurata e personalizzata la valutazione del rischio cardiovascolare, integrando i parametri tradizionali con ulteriori indicatori clinici e genetici.

Metodologia e nuovi indicatori

CVRISK-IT si basa sui criteri già consolidati per la valutazione del rischio cardiovascolare: età, sesso, pressione arteriosa, fumo e livelli di colesterolo. A questi elementi, il progetto aggiunge tre indicatori innovativi: il calcio coronarico, lo studio dell’arteria carotidea e la predisposizione genetica, analizzata attraverso i polygenic risk scores. La finalità è verificare se tali informazioni permettano di individuare con maggiore precisione le persone più esposte al rischio cardiovascolare.

Lorenzo Menicanti, presidente della Rete Cardiologica IRCCS, ha sottolineato l'importanza della prevenzione precoce, strettamente collegata all'avanzamento della ricerca. Intervenendo agli Stati Generali della Salute Cardiovascolare a Roma, Menicanti ha affermato: “La prevenzione cardiovascolare sta entrando in una fase nuova: non basta più riconoscere i fattori di rischio, occorre comprendere con maggiore precisione come questi incidano sulla singola persona e intervenire prima che la malattia si manifesti”.

I risultati comunicati evidenziano anche l'ottima risposta dei cittadini all'iniziativa e l'efficace organizzazione della rete nazionale dei centri coinvolti, strutturata secondo il modello Hub & Spoke.

Il percorso dello studio mira a orientare gli interventi preventivi sulla base delle caratteristiche individuali. Menicanti ha aggiunto: “La medicina di precisione produce valore quando le evidenze generate dalla ricerca si traducono in strategie sostenibili e applicabili alla popolazione, indirizzando risorse e interventi dove possono produrre il massimo beneficio”.