Il Comitato Genitori Cardiopatie Congenite è intervenuto a Napoli il 15 ottobre 2026, esprimendo forte preoccupazione in merito all’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Il comitato ha chiesto con fermezza che tale vicenda non diventi un pretesto per indebolire la Cardiochirurgia Pediatrica e Cardiopatie Congenite del Monaldi. L’associazione ha sottolineato come l’indagine in corso “non possa e non debba diventare il pretesto per indebolire un intero reparto e mettere a rischio il futuro di tanti piccoli pazienti”, evidenziando le gravi conseguenze che un tale scenario avrebbe sulla salute dei bambini.
La principale fonte di allarme per i genitori è una nota interna dell’Azienda ospedaliera Ospedale dei Colli. Questo documento, citato dal comitato, prevede esplicitamente la ricollocazione del personale infermieristico attualmente impiegato presso la Cardiochirurgia Pediatrica e Cardiopatie Congenite del Monaldi. La questione centrale, come indicato dai genitori, riguarda la continuità operativa del reparto e l’organizzazione del personale infermieristico, ritenuto fondamentale per l’assistenza specialistica ai bambini affetti da cardiopatie.
Le istanze del comitato
Il Comitato Genitori Cardiopatie Congenite ha ribadito che una simile decisione rischia, nei fatti, di compromettere e smantellare l’unico centro pubblico di riferimento per il Sud Italia in questo ambito specialistico.
La preoccupazione maggiore è legata alla garanzia della continuità assistenziale e alla capacità di gestire le emergenze per i bambini affetti da cardiopatie congenite, condizioni che richiedono cure altamente specializzate e tempestive. Nel comunicato del comitato è stata richiamata anche la previsione di riattivare la vecchia struttura solo in caso di necessità, un elemento che alimenta ulteriormente il timore di un progressivo smantellamento della cardiochirurgia pediatrica nella città di Napoli.
Per queste ragioni, il comitato ha sollecitato un intervento urgente e coordinato del Ministero della Salute, della Regione Campania e della Procura. Nella stessa nota, l’associazione ha annunciato la presentazione di esposti formali e l’organizzazione di mobilitazioni pubbliche, tutte volte a tutelare il diritto alla cura dei bambini.
La richiesta rimane strettamente connessa alla gestione e all’organizzazione del reparto del Monaldi, con particolare attenzione alle possibili ricadute operative derivanti dalla prevista ricollocazione del personale infermieristico.
La posizione dell’azienda ospedaliera
Il 14 ottobre 2026, Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, è intervenuta pubblicamente in merito al caso di Domenico Caliendo, il bambino che purtroppo è deceduto il 21 febbraio a seguito di un trapianto di cuore non riuscito. La direttrice Iervolino ha dichiarato che, in base ai dati disponibili, l’ospedale non ha registrato alcun calo significativo nei ricoveri né nelle attività complessive del reparto dopo la tragica vicenda.
Questa dichiarazione è stata rilasciata a margine della conferenza stampa organizzata per l’inaugurazione del nuovo reparto Uoc Trapianto di cuore, sottolineando l'impegno dell'azienda a mantenere elevati standard operativi.