A Milano, il 16 ottobre 2026, si è riacceso il dibattito sul diritto delle donne a partorire in ospedale in sicurezza e in anonimato. L'occasione è stata la vicenda del piccolo Leone, il neonato ritrovato a Cinisello Balsamo, che ha riportato l'attenzione sulla possibilità per le madri di ricevere assistenza sanitaria senza riconoscere il figlio. Monica Fumagalli, direttrice della Terapia intensiva neonatale e Neonatologia del Policlinico di Milano, ha sottolineato l'importanza di questa tutela, ribadendo come la legge italiana garantisca protezione sia alla madre che al neonato.
La dottoressa Fumagalli ha evidenziato che la normativa vigente tutela la madre e il neonato anche in assenza di un regolare permesso di soggiorno. Il parto in ospedale è indicato come la scelta più sicura per entrambi, poiché assicura alla donna le necessarie cure ostetriche e al bambino una presa in carico immediata da parte di personale sanitario specializzato. Questo approccio garantisce un avvio protetto per la vita del neonato e un supporto fondamentale per la madre in un momento delicato.
Il Diritto al Parto Anonimo e la Tutela del Neonato
La procedura del parto anonimo permette alla donna di essere accolta e assistita durante l'intero travaglio e parto, mantenendo la segretezza sulla propria identità.
Per il neonato, questa scelta apre un percorso di tutela che include tutte le cure necessarie e l'accompagnamento verso una possibile nuova famiglia. Monica Fumagalli ha sintetizzato l'essenza di questo diritto con chiarezza: "Partorire in anonimato significa innanzitutto essere accolte e assistite".
Il Policlinico di Milano, attraverso i suoi servizi, integra anche il ruolo cruciale dei servizi sociali, che offrono supporto e accompagnamento alle donne in difficoltà, contribuendo attivamente alla protezione sia della madre che del bambino. Alessandra Spinelli, responsabile dei Servizi sociali del Policlinico di Milano, ha ribadito che ogni donna in gravidanza può rivolgersi a qualsiasi ospedale, garantendo condizioni di sicurezza e segretezza assolute.
Qualora la madre decida di non riconoscere il figlio, il bambino viene inserito in un percorso di tutela giuridica che può culminare nell'adozione. Spinelli ha rafforzato questo concetto, affermando che "La legge italiana tutela la madre e il neonato". Questo principio sottolinea l'importanza di partorire in una struttura ospedaliera, evitando i gravi rischi per la salute di madre e bambino derivanti da un parto non assistito.
La Culla per la Vita: Un Rifugio Sicuro
A Milano, presso il Policlinico, e specificamente alla Mangiagalli, dal 2007 è operativa la Culla per la vita. Questa struttura è pensata per offrire un punto di accoglienza discreto e sicuro. Consiste in un lettino protetto da una saracinesca, collocato in un'area riservata, dove una madre in difficoltà può lasciare un neonato, garantendo così la sua presa in carico in un contesto protetto.