L'8 ottobre 2026, l'agenzia sanitaria russa Rospotrebnadzor ha smentito con decisione le voci infondate su un presunto secondo caso di peste nella regione siberiana di Irkutsk. La comunicazione, da Mosca, ha chiarito che le informazioni diffuse sui social media, relative a un contatto con un dipendente dell'Istituto anti-peste, sono prive di fondamento.
L'agenzia ha definito "false" le notizie su un secondo caso della malattia, riferite a un individuo entrato in contatto con un dipendente dell'istituto, al quale era stata diagnosticata una polmonite.
La smentita mira a confutare il presunto contagio di un'altra persona nell'area siberiana.
Smentita ufficiale sui casi di peste in Irkutsk
La dichiarazione di Rospotrebnadzor nega con forza le informazioni circolate online. L'agenzia ha ribadito che le notizie su una seconda persona ammalatasi dopo il contatto con il dipendentedell'Istituto anti-peste non corrispondono alla realtà, e che nella regione di Irkutsk non risulta registrato alcun caso di peste.
Le voci sono emerse in seguito al decesso, il 2 ottobre 2026, di una lavoratrice di laboratorio dell'Istituto di ricerca sulla peste di Irkutsk, nel sud-est della Siberia. La causa della sua polmonite è rimasta non chiarita, e Rospotrebnadzor ha dichiarato che test approfonditi non hanno rilevato patogeni legati al suo lavoro.
L'Istituto anti-peste e le misure sanitarie
L'Istituto anti-peste di Irkutsk, attivo da circa un secolo, studia la peste nella regione siberiana, dove la malattia è naturalmente presente negli animali selvatici. Il decesso della lavoratrice, collegata a questa struttura, ha innescato misure sanitarie preventive nella regione.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha richiesto alla Russia dettagli sulla causa della grave polmonite, sull'eventuale patogeno coinvolto e sulle misure di sanità pubblica adottate. Rospotrebnadzor ha assicurato di aver implementato tutte le procedure necessarie per monitoraggio e prevenzione, fornendo le informazioni richieste.