Una studentessa greca di 28 anni, Eirini, è stata salvata grazie a un trapianto di fegato in super urgenza presso l'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. La giovane, che studiava nei Paesi Bassi, si trovava in Grecia quando è stata colpita da una grave insufficienza epatica, rapidamente evoluta in insufficienza multiorgano mentre era ricoverata all'Hippokration General Hospital di Atene. La notizia del successo dell'intervento è stata diffusa a Torino l'11 ottobre 2026.
Eirini era affetta dal morbo di Wilson, una rara malattia genetica che provoca un anomalo accumulo di rame nel fegato.
Le sue condizioni cliniche erano talmente critiche da rendere indispensabile un trasferimento d'urgenza a Torino in tempi estremamente rapidi. Dopo un'attenta organizzazione logistica, la paziente è giunta alle Molinette e, a sole dodici ore dal suo arrivo, è stata condotta in sala operatoria per l'intervento salvavita.
Il trasferimento d'urgenza e l'inserimento in lista
Nata nel 1998, la studentessa è arrivata da Atene in condizioni estremamente critiche. Il trasporto è stato effettuato con un aereo medicalizzato che l'ha condotta fino all'aeroporto di Caselle, da cui è stata poi trasferita all'ospedale Molinette. Al momento del ricovero, Eirini era incosciente, intubata e sottoposta a ventilazione meccanica.
I medici hanno immediatamente provveduto a inserirla nella lista nazionale per un trapianto in super urgenza.
Il Centro Nazionale Trapianti ha prontamente attivato un protocollo di collaborazione tra Italia e Grecia per gestire il caso. Il professor Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianto Fegato di Torino, ha accolto la richiesta di aiuto proveniente dall'ospedale Hippokration di Atene. Nel reparto di rianimazione, sono state avviate terapie di supporto intensive, inclusa la plasmaferesi, una procedura utilizzata per cercare di contenere il peggioramento delle condizioni della paziente, causato dall'eccesso di rame nel sangue.
L'individuazione del fegato e il delicato intervento
In un lasso di tempo inferiore alle 24 ore, è stato individuato un fegato compatibile proveniente da un donatore deceduto in una regione vicina.
Come anticipato, a dodici ore esatte dal suo ingresso in ospedale, Eirini è entrata in sala operatoria. L'intervento, durato circa dieci ore, ha rappresentato il trapianto numero 4.470 nella serie torinese.
Il percorso post-operatorio ha richiesto un lungo ricovero di tre mesi e ha visto il lavoro coordinato di un'equipe multidisciplinare composta da chirurghi, rianimatori e specialisti. La giovane è stata finalmente dimessa e ora sta recuperando le forze per poter fare ritorno a casa. Ai medici che l'hanno assistita, Eirini ha rivolto parole di profonda gratitudine: “Mi avete salvato la vita nel mio ultimo giorno”.