La Uil Fp Umbria ha espresso una ferma condanna per una nuova aggressione subita da un operatore in servizio presso il pronto soccorso della Asl Umbria 1 a Città di Castello. L'episodio, avvenuto il 10 ottobre 2026, è stato definito dal sindacato come grave e inaccettabile, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza del personale che opera quotidianamente nei servizi di emergenza-urgenza, essenziali per garantire assistenza e cure ai cittadini.

La posizione della Uil Fp Umbria si estende a tutte le figure professionali coinvolte: medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutto il personale impegnato nei pronto soccorso.

Il sindacato sottolinea le condizioni di forte pressione in cui questi servizi operano, ribadendo il diritto degli operatori a svolgere il proprio lavoro in ambienti sicuri, senza il timore per la propria incolumità fisica e psicologica. Un passaggio significativo diffuso dal sindacato evidenzia: “Chi lavora in sanità non può essere lasciato solo, né diventare il bersaglio della rabbia e della violenza”.

Richieste urgenti alla Regione e alle Direzioni Aziendali

La Uil Fp Umbria chiarisce che non è più sufficiente intervenire solo dopo che ogni singolo episodio di violenza si è verificato. Per questo, la richiesta rivolta alla Regione Umbria e alle direzioni aziendali è di mantenere un'attenzione costante e alta sul contrasto alle aggressioni e di rafforzare concretamente le misure di prevenzione e protezione all'interno dei pronto soccorso.

Tra le azioni specifiche sollecitate dal sindacato figurano la verifica puntuale delle condizioni di sicurezza in tutti i pronto soccorso, un significativo potenziamento dei sistemi di vigilanza e controllo, l'introduzione di personale di sicurezza adeguatamente formato e l'implementazione di protocolli operativi chiari per la gestione efficace delle situazioni a rischio. La Uil Fp evidenzia come queste misure siano fondamentali per la tutela quotidiana di chi opera in prima linea nei servizi sanitari.

Il sindacato ribadisce inoltre l'inscindibile legame tra la sicurezza del personale e l'efficienza dei servizi sanitari stessi. La protezione degli operatori non è vista solo come una rivendicazione sindacale, ma come una condizione imprescindibile per assicurare la qualità dell’assistenza, la continuità dei servizi e, in ultima analisi, il diritto alla salute dei cittadini.