Il pallone con cui Diego Armando Maradona segnò il celebre gol noto come “la mano de Dios”, durante i quarti di finale dei Mondiali del 1986 contro l’Inghilterra, è stato venduto all’asta. Questo storico cimelio, che ha segnato un momento iconico nella storia del calcio, è stato aggiudicato per circa 3,3 milioni di dollari, equivalenti a circa 2,8 milioni di euro. L'evento, organizzato dalla rinomata casa d'aste Heritage Auctions, ha concluso un percorso di vendita che ha catturato l'attenzione globale, sebbene il prezzo finale abbia sorpreso molti, attestandosi al di sotto delle aspettative iniziali.
La vendita di un simbolo calcistico
Il pallone, che Maradona utilizzò per realizzare sia il controverso gol di mano, passato alla storia come la "Mano de Dios", sia il successivo e altrettanto leggendario "Gol del Secolo", è stato il protagonista di un'asta tenutasi negli Stati Uniti. La vendita si è concretizzata lunedì 24 agosto 2026, con l'oggetto che ha raggiunto la cifra di circa 3,3 milioni di dollari. Questo risultato, pur essendo significativo per un cimelio sportivo, si è attestato al di sotto delle proiezioni iniziali, generando discussioni sul valore effettivo di un pezzo di storia sportiva così emblematico.
Aspettative e il valore di un cimelio unico
Prima che l'asta avesse inizio, le stime sul valore del pallone erano decisamente più ambiziose.
Si ipotizzava infatti che il cimelio potesse raggiungere una cifra considerevole, fino a 10 milioni di dollari, pari a circa 7,5 milioni di euro. Nonostante il prezzo finale non abbia toccato tali vette, l'importanza del pallone è stata sottolineata da Mike Provenzale, banditore di Heritage Auctions. Provenzale ha descritto l'oggetto come "davvero unico", aggiungendo che si tratta "probabilmente dell'oggetto calcistico più significativo che esista". Questa dichiarazione evidenzia il profondo impatto culturale e sportivo che il pallone ha avuto e continua ad avere nel panorama mondiale.
Il lungo viaggio del pallone storico
Il pallone, testimone di uno dei momenti più discussi e celebrati del calcio mondiale, era stato custodito con cura per oltre trent'anni dall'arbitro tunisino Ali Bin Nasser.
Fu proprio Nasser a conservarlo dopo la celebre partita dei Mondiali del 1986. Nel 2022, l'arbitro decise di cederlo, vendendolo per circa 2,37 milioni di dollari, corrispondenti a quasi 1,8 milioni di euro. In quell'occasione, Nasser accompagnò la vendita con una lettera che ne attestava in modo inequivocabile l'autenticità e l'unicità, elementi cruciali per il suo valore storico. L'anno successivo, il pallone fu nuovamente proposto sul mercato delle aste, ma in quell'occasione non riuscì a raggiungere il prezzo minimo stabilito, rimanendo invenduto fino all'attuale aggiudicazione.
Il valore storico oltre le cifre
La recente vendita ha confermato il prezzo di 3,35 milioni di dollari, una cifra che, seppur inferiore alle aspettative iniziali, rappresenta comunque un importo notevole per un cimelio sportivo.
Il pallone della "Mano de Dios" rimane un pezzo di storia inestimabile, un simbolo di genialità e controversia che ha plasmato la leggenda di Maradona e ha lasciato un'impronta indelebile nel calcio. La sua storia, dal campo di gioco all'asta, riflette il fascino duraturo che certi oggetti iconici esercitano, trascendendo il loro valore materiale per assumere un significato culturale profondo e duraturo.