Il 30 agosto 2026, a New York, Elena Rybakina entra nello US Open con un obiettivo concreto: salire per la prima volta al numero uno del ranking WTA. Le proiezioni indicano che la kazaka può assicurarsi il primato raggiungendo le semifinali, a prescindere dai risultati di Aryna Sabalenka, Coco Gauff o Jessica Pegula. È lo scenario più diretto tra le quattro giocatrici in corsa per la vetta.
La condizione fisica resta centrale. Rybakina si era fermata a Cincinnati per un problema accusato durante il quarto di finale con Iga Swiatek, abbandonato dopo soli cinque game per un infortunio al tendine d'Achille.
A New York ha spiegato di sentirsi in miglioramento: "I started to practice, so I feel well. We’re still making some adjustments. But overall, I’m happy how we dealt with the problem. We worked hard and likely it’s all good right now, and it’s just a matter of a couple more practices."
Gli scenari per la vetta WTA
Il quadro è netto: Rybakina diventa numero uno se arriva almeno in semifinale. Aryna Sabalenka, attuale leader mondiale e campionessa in carica dello US Open 2025, può prolungare la sua permanenza in testa solo vincendo il titolo e con Rybakina eliminata prima delle semifinali. Anche Pegula e Gauff hanno possibilità di uscire da New York da numero uno, ma devono conquistare il torneo.
Se Sabalenka non vince il titolo, non può chiudere lo US Open davanti a tutte.
La numero uno occupa la prima posizione dal 21 ottobre 2024 e, considerando le settimane dello US Open, arriverebbe a 99 consecutive al vertice, la sesta striscia più lunga nella storia del ranking WTA. A New York punta anche al terzo titolo consecutivo: riuscirci la renderebbe la prima donna a completare una tripletta allo US Open dopo Serena Williams nel 2014.
La priorità resta la salute
Rybakina non ha nascosto di conoscere gli scenari, ma ha spostato l'attenzione sul recupero e sulla gestione del torneo. "I don’t check the rankings, exactly the point situation, but from the media mostly I know where I should get, how the others should play. It’s all the different scenarios," ha spiegato. "For me, especially now when I had this problem, it’s more important the health and playing match by match."