La maratona di Berlino ha visto il trionfo di Tigst Assefa, ma la vittoria della campionessa etiope è stata oscurata da un grave infortunio sopraggiunto nel tratto finale della competizione. A poche ore dalla sua straordinaria prestazione, conclusa con il tempo di 2h11’04”, il dibattito si è concentrato sul record del mondo che sembrava ormai a portata di mano, ma che è svanito proprio negli ultimi chilometri.

Le proiezioni pre-gara e quelle in corso d'opera la vedevano proiettata verso un eccezionale 2h09’44”, un crono che avrebbe stabilito un nuovo primato mondiale sulla distanza regina dell'atletica, i 42,195 chilometri.

Sebbene il vantaggio accumulato sulle avversarie le abbia garantito di tagliare il traguardo per prima, il drastico rallentamento dovuto all'infortunio ha trasformato quella che si preannunciava come un'impresa storica in una vittoria intrisa di apprensione.

Il drammatico cedimento dopo il chilometro 40

Il momento cruciale si è verificato a meno di due chilometri dal traguardo, precisamente dopo il chilometro 40. È qui che Assefa ha iniziato a manifestare una zoppia sempre più evidente, accompagnata da chiare smorfie di sofferenza sul volto. Fino a quell'istante, il record mondiale era pienamente alla sua portata. La maratoneta etiope aveva già stabilito il primato globale dal settembre 2023 all'ottobre 2024 con un tempo di 2h11’53”, e nella capitale tedesca stava correndo a ritmi che promettevano di migliorare ulteriormente quel risultato.

La sua capacità di gestire il consistente vantaggio accumulato sulle dirette avversarie si è rivelata fondamentale per mantenere la prima posizione. Nonostante il passo fosse visibilmente compromesso dal dolore, Assefa è riuscita a tagliare il traguardo in testa. Immediatamente dopo l'arrivo, tra i primi a prestarle soccorso, era presente anche Haile Gebrselassie, una leggenda della maratona di Berlino e figura storica dell'atletica, noto agli appassionati di fondo e mezzofondo per le sue memorabili sfide con il campione keniano Paul Tergat.

La diagnosi: rottura del tendine d'Achille e stop forzato

Una volta superato il traguardo, Assefa è stata prontamente assistita dal suo staff medico per i necessari accertamenti.

L'esito degli esami, comunicato in tempi rapidi, ha purtroppo confermato la rottura del tendine d’Achille. Questa grave lesione comporterà per la maratoneta un periodo di stop inevitabile, rappresentando un duro colpo per la sua carriera, proprio quando era a un passo dal riconquistare il titolo di atleta più veloce di sempre sulla distanza.