Gli Atlanta Braves sono tornati in postseason dopo la vittoria di venerdì, ma la qualificazione non chiude le ambizioni della squadra. Per una franchigia arrivata ai playoff per l’ottava volta in nove anni, il traguardo minimo non basta: in questo periodo è arrivato un solo titolo delle World Series e l’obiettivo resta aggiungerne un altro. Il percorso, però, passa da quattro risposte aperte: la versione di Ronald Acuña Jr. a ottobre, il terzo partente alle spalle di Chris Sale e Tyler Mahle, l’affidabilità di Robert Suarez dopo il lungo stop in injured list e il contributo della parte bassa dell’ordine di battuta.

Il rendimento di Acuña e il nodo della rotazione

Quando è al massimo, Ronald Acuña Jr. è incisivo. La sua stagione non è stata la migliore, ma il finale ha dato segnali netti: .363 di media, sei fuoricampo e OPS oltre 1.000 nelle ultime 20 partite. Nei playoff, però, il quadro è meno lineare: il suo OPS in ottobre è .817, non negativo, ma inferiore al .896 della carriera; nell’ultima apparizione ai playoff ha chiuso due su 14, e in 128 presenze al piatto in postseason ha battuto tre fuoricampo. Per un giocatore con due stagioni da 41 home run, Atlanta ha bisogno che l’impatto torni vicino al suo livello migliore.

La rotazione è l’altro nodo. Chris Sale è indicato come partente di Gara 1, Tyler Mahle per Gara 2; servirà però altro, specie in serie lunghe.

Con Spencer Schwellenbach, Hurston Waldrep e Spencer Strider fuori, la soluzione non è semplice. Grant Holmes appare favorito, pur concedendo .885 di OPS al secondo passaggio, contro .574 al primo. Martín Pérez è un’alternativa (ERA 3.07, FIP 4.25); sul tavolo anche AJ Smith-Shawver, JR Ritchie e un possibile rientro di Reynaldo López. La scelta finale spetta al manager Walt Weiss.

Suarez, bullpen e ordine basso

Il bullpen è stato chiave nella partenza solida dei Braves: Didier Fuentes, Dylan Lee, Robert Suarez e Raisel Iglesias avevano reso difficile riaprire le gare dopo il quinto inning. Il quadro recente è meno stabile.