A Napoli, il 13 settembre 2026, Ken Read, CEO dell’American Racing Challenger Team USA, ha condiviso le sue aspettative e la visione del team in vista della regata preliminare dell’America’s Cup. L'evento, che si terrà nel suggestivo Golfo di Napoli dal 24 al 27 settembre, è stato presentato da Read non solo come una competizione sportiva di altissimo livello, ma anche come un'opportunità di grande significato per la città e l'intera nazione. Il dirigente ha sottolineato in particolare la profonda trasformazione e i lavori in corso nell'area di Bagnoli, affermando con convinzione: "Quando guardi l'area di Bagnoli e vedi tutti i lavori che si stanno facendo, ti rendi conto che alla fine saranno l'Italia e Napoli a vincere".
Le dichiarazioni di Read giungono a pochi giorni dall'atteso esordio in acqua del Team USA nel capoluogo campano. Il CEO ha evidenziato come la prestigiosa Coppa possa generare un'eredità concreta e duratura sul territorio, richiamando esempi virtuosi di precedenti edizioni che hanno contribuito in modo significativo a rivitalizzare e migliorare le comunità ospitanti. Per Napoli, secondo la sua visione, i progressi e le iniziative in atto sono destinati a rigenerare in maniera profonda e sostenibile l'intera zona di Bagnoli, lasciando un segno tangibile e positivo ben oltre l'evento sportivo.
La vela come veicolo di crescita e inclusione per i giovani
La visione del team americano, come spiegato da Read, si estende significativamente oltre l'aspetto puramente agonistico, mirando a rendere la vela accessibile e attraente per un pubblico più vasto e diversificato.
"Una parte fondamentale della nostra legacy è portare la vela a un pubblico più ampio e soprattutto ai giovani. Per noi non è semplicemente importante, è fondamentale", ha dichiarato con enfasi. Questa missione trova un riscontro tangibile nell'impegno di Sail Newport, il club di riferimento del team negli Stati Uniti, attivo nella diffusione della cultura velica e nell'avvicinamento dei ragazzi a questo sport, promuovendo valori di disciplina e spirito di squadra. Un percorso analogo è già in atto con successo in Italia, attraverso iniziative volte a promuovere la cultura del mare anche in aree periferiche, creando nuove opportunità e orizzonti per i giovani, come dimostrato dalle attività a Caivano.
Sul fronte strettamente agonistico, il Team USA si presenta a Napoli con un approccio che bilancia sapientemente prudenza e ambizione. Read ha sintetizzato questa dualità con schiettezza: "Siamo qui per imparare. È quasi assurdo dirlo ad alta voce, ma questa è la nostra prima regata". Tuttavia, ha subito dopo chiarito la ferma e inequivocabile volontà competitiva della squadra, sottolineando: "Ci piace vincere? Certo. Non saremmo qui se non volessimo vincere".
Il legame personale e profondo con l'Italia
Nel suo racconto, Ken Read ha inserito anche una dimensione personale, rivelando un forte e sincero affetto per l'Italia. "Amo l'Italia. Ho navigato con diversi programmi italiani nel corso degli anni", ha affermato, spiegando con entusiasmo le molteplici ragioni del suo profondo legame con il Paese: "Cosa c'è da non amare? Le persone accoglienti, il cibo straordinario, il clima meraviglioso".