Un'analisi approfondita, pubblicata il 21 settembre 2026, ha messo a confronto diretto gli Atlanta Falcons e i Miami Dolphins per determinare quale delle due franchigie NFL corra il rischio maggiore di concludere la stagione con un bilancio di 0 vittorie e 17 sconfitte. Il verdetto finale, sebbene i Dolphins non siano descritti come una squadra completa, pende nettamente a sfavore dei Falcons, a causa di una combinazione critica di fattori: il rendimento del quarterback e la quasi totale assenza di una pass rush efficace.

Il drammatico rendimento dei quarterback di Atlanta

Il punto di partenza di questa valutazione è il passer rating, una metrica fondamentale per misurare l'efficienza dei lanciatori. L'analisi evidenzia un valore teorico di 39,6, che rappresenta il rating minimo ottenibile da un quarterback che si limitasse a buttare il pallone a terra a ogni singola azione. Dopo le prime due settimane di campionato, i Miami Dolphins, con Malik Willis come unico quarterback impiegato, registrano un rating di squadra di 83,5, posizionandosi comunque come la sesta peggiore della NFL. Tuttavia, la situazione ad Atlanta è ben più allarmante: con Cooper Rush e Jack Strand al comando dell'attacco, i Falcons si attestano su un misero 38,2, un numero inferiore persino al valore teorico dello 'spike' sistematico.

Questa statistica da sola traccia una netta differenza di prospettiva tra le due squadre.

Le recenti prestazioni sul campo rafforzano questa tesi. I Dolphins, pur travolti dai San Francisco 49ers, hanno affrontato una squadra che ha saputo mettere in seria difficoltà anche Matthew Stafford e i Los Angeles Rams. I Falcons, d'altro canto, hanno subito una sconfitta per 20-13 contro i Pittsburgh Steelers nella prima settimana; gli stessi Steelers, nella giornata successiva, sono crollati con un pesante 20-3 contro i New England Patriots. Per Atlanta, il problema non si limita al solo ruolo di quarterback: la mancanza di una pressione credibile sul passatore avversario ha concesso troppo spazio all'attacco, persino contro un Aaron Rodgers definito vulnerabile.

Miami: costi ridotti, ma una direzione chiara

Nonostante le difficoltà dei Falcons, il quadro dei Miami Dolphins rimane comunque estremamente delicato. La squadra spende circa 116 milioni di dollari per il roster attuale, una cifra significativamente inferiore rispetto ai New York Jets, che si attestano a 193 milioni come seconda formazione meno costosa della lega. La ragione principale di questa disparità risiede nel notevole peso del dead money, legato a contratti importanti di giocatori come Tua Tagovailoa, Tyreek Hill e Jalen Ramsey, tra gli altri. I Dolphins, di fatto, si trovano a pagare contemporaneamente sia il gruppo di giocatori smantellato sia l'attuale roster, che si presenta molto giovane e in difficoltà.

A ciò si aggiunge un calendario di partite particolarmente complesso, che non facilita le prospettive di riscatto.

Atlanta, al contrario, investe quasi il doppio rispetto ai Dolphins e vanta nomi di spicco come Bijan Robinson e Drake London, ma questi talenti non sono ancora riusciti a incidere in modo significativo sulle sorti della squadra. Nel confronto diretto sulle 'trincee', ovvero le linee offensive e difensive, nessuna delle due squadre appare veramente competitiva. La combinazione tra la mancanza di speranza nel ruolo di quarterback e l'assenza di una pass rush efficace rende l'outlook dei Falcons decisamente più cupo, posizionandoli come i candidati più probabili a un'imbarazzante stagione da 0-17.