Un'analisi sul fantasy football valuta le prestazioni dei principali giocatori NFL che hanno deluso nella Week 2, fornendo indicazioni per la Week 3. L'obiettivo è decidere chi schierare, chi lasciare in panchina e chi tagliare, bilanciando reazioni impulsive con segnali significativi di inizio stagione.

Justin Herbert: Ultima Chiamata

Il caso di Justin Herbert è il più delicato. Il quarterback dei Chargers ha accumulato cinque palle perse, due touchdown e 401 yard su passaggio, in un avvio di stagione segnato da sconfitte casalinghe contro Arizona Cardinals e Las Vegas Raiders.

Nonostante le difficoltà, per la Week 3 il giudizio è "Start (Last Chance)", grazie al prossimo incrocio con i Bills, che hanno concesso sei touchdown su passaggio nelle prime due settimane. Un altro passo falso renderebbe necessaria la ricerca di alternative, anche per il calendario più duro da Week 4.

London e Pitts: Panettieri in Attesa

Situazione opposta per Drake London e Kyle Pitts, simboli delle difficoltà del gioco aereo di Atlanta. London ha chiuso la Week 2 con quattro ricezioni per 51 yard su cinque target, Pitts con una ricezione per 15 yard su due target dopo lo zero della Week 1. Il problema è la regia offensiva: Cooper Rush e il rookie non scelto Jack Strand non hanno dato stabilità.

Il rientro di Tua Tagovailoa o Michael Penix è indicato come possibile svolta. Per la trasferta a Green Bay, il verdetto è "Bench until Tagovailoa or Penix is available".

Montgomery Promosso, Stevenson in Bilico

David Montgomery è invece confermato tra gli start. Dopo una buona Week 1 contro i Bills, ha deluso contro i Bengals con dieci yard in sei portate e due ricezioni per 14 yard nella sconfitta per 20-6. Tuttavia, il suo ruolo non appare minacciato, dato che Woody Marks ha prodotto solo otto yard su otto portate. La Week 3 contro Indianapolis, anch'essa 0-2 nella AFC South, è vista come un'occasione di rilancio, considerando che i Colts hanno concesso 117 yard a Kenneth Walker e 144 yard con tre touchdown a Derrick Henry.

Il quadro per Rhamondre Stevenson appare più incerto. Un f