La storia di Fariba Hashimi, ciclista afghana di 23 anni che oggi vive e si allena in Italia, si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo: la conquista della medaglia d’argento nella prova in linea dei Giochi Asiatici. La competizione, disputata vicino a Nagoya, in Giappone, ha visto Hashimi chiudere la sua corsa alle spalle della cinese Li Guo, che l’ha battuta in volata. Questo podio rappresenta un traguardo importante, giunto dopo un percorso personale segnato dalla fuga dall’Afghanistan e da una passione per il ciclismo coltivata fin dall’adolescenza, quando era costretta a travestirsi da uomo per evitare aggressioni e pericoli.

Il coraggio in bicicletta e il significato della medaglia

All’età di 14 anni, nel suo Paese d’origine, Fariba Hashimi doveva farsi prestare una bicicletta per alimentare il suo sogno sportivo. Pedalava travestita da uomo, nella speranza di non essere riconosciuta da chi avrebbe potuto aggredirla con sassi. Dopo l’arrivo al traguardo in Giappone, l’atleta ha espresso il profondo peso emotivo di questa medaglia: “Non riesco a spiegare le mie emozioni in questo momento”. Ha poi legato il suo risultato alla condizione delle donne afghane, dichiarando: “Sono nata in un Paese dove le donne che sognano vengono aggredite e sono davvero felice di aver combattuto contro tutto questo. Spero che la prossima generazione possa competere ai Giochi Asiatici e rappresentare il proprio Paese senza paura”.

La fuga dall’Afghanistan e la nuova vita in Italia

Originaria di Faryab, provincia nel nord dell’Afghanistan, Fariba Hashimi riuscì a lasciare il Paese nell’agosto del 2021, quando i talebani tornarono al potere. Insieme alla sorella Yulduz, fu aiutata dall’ex campionessa del mondo Alessandra Cappellotto a salire su un aereo in partenza dall’aeroporto di Kabul, allora in fiamme. Le due sorelle giunsero in Italia, dove Fariba oggi vive e si allena, costruendo una nuova vita. Anche Yulduz ha preso parte alla gara di Nagoya, concludendo in ventinovesima posizione. Fariba ha ricordato con parole nette il contesto da cui proviene: “Ci hanno tolto la libertà, ci hanno portato via tutto”. Ha poi aggiunto: “La medaglia d’argento dimostra la resilienza delle donne afghane e ne sono molto felice. Non sono sola; so che dietro di me ci sono milioni di donne, di molti paesi, che condividono gli stessi sogni e sono al mio fianco”.

Il sostegno in gara e gli obiettivi futuri

La ciclista ha ringraziato in modo particolare la squadra giapponese per l’aiuto tecnico ricevuto durante l’evento, sottolineando l'importanza del supporto in una competizione così rilevante. Guardando al futuro, Fariba Hashimi e sua sorella Yulduz hanno già nel mirino le prossime sfide internazionali: la partecipazione alle Olimpiadi di Parigi 2024 e, con uno sguardo più lontano, l’obiettivo di competere ai Giochi di Los Angeles 2028, continuando a portare avanti il loro messaggio di speranza e determinazione.