I Los Angeles Rams cancellano il passo falso commesso in Australia contro San Francisco e ritrovano immediatamente gioco, certezze e ambizioni. Nel Monday Night che chiude la seconda giornata della NFL, Los Angeles supera 28-6 i New York Giants al termine di una partita dominata in lungo e in largo.
Stafford e Adams fanno la differenza
Matthew Stafford gioca da MVP e ritrova Davante Adams, protagonista con numeri che ricordano i tempi di Green Bay e del suo rapporto con Aaron Rodgers. Il quarterback lancia per 327 yard e quattro touchdown, superando Philip Rivers e salendo al sesto posto di sempre nella classifica dei passaggi da touchdown, con 427.
Adams è il grande protagonista del reparto offensivo: 195 yard ricevute e due touchdown, con Stafford che lo cerca con continuità. Anche il tight end Terrance Ferguson offre un contributo importante nel gioco aereo, mentre Byron Young si conferma una presenza costante e pericolosa nella pass rush.
I Rams erano privi di Puka Nacua, fermato da un problema all'anca, e di Myles Garrett, alle prese con un infortunio al ginocchio sinistro. Entrambi resteranno fuori per almeno altre tre partite. Nonostante le assenze, Los Angeles dà l'impressione di essere una squadra completa e difficile da affrontare.
Il ritorno di Aaron Donald
La serata segna anche il ritorno in campo di Aaron Donald, a due anni e mezzo dal ritiro.
Il defensive tackle chiude la partita con tre placcaggi e una presenza pesante nella "guerra di trincea" tra le linee.
A fine gara Donald si definisce "indolenzito", ma il sorriso racconta la soddisfazione per il rientro. È tornato con un obiettivo preciso: vincere il Super Bowl. Per riuscirci, ai Rams servirà la sua migliore versione, soprattutto considerando un calendario che proporrà sfide contro Denver, Philadelphia e Buffalo.
Dopo il passo falso della prima giornata, la squadra di Los Angeles sembra dunque aver ritrovato l'identità che ci si attendeva già alla vigilia della stagione.
La serata complicata dei Giants
Per New York, invece, è una serata da dimenticare. Dopo la grande prestazione contro Dallas, i Giants compiono un passo indietro molto evidente.
A pesare è soprattutto l'infortunio di Jaxson Dart, costretto a lasciare la partita dopo appena cinque lanci.
Il quarterback subisce un colpo al ginocchio sinistro dopo meno di cinque minuti, finendo nel sandwich tra Byron Young e Josaiah Stewart. L'infortunio sembra riguardare il legamento mediale collaterale e non il crociato anteriore, ma Dart diventa il terzo giovane quarterback a infortunarsi nell'arco di 48 ore dopo Caleb Williams e Jayden Daniels.
Al suo posto entra il 32enne Jameis Winston, che però fatica a dare ritmo all'attacco. Chiude con 11 completati su 27 passaggi, senza touchdown e con un intercetto. Senza una reale minaccia nel gioco aereo, i Rams possono concentrarsi maggiormente sulle corse dei Giants, che producono appena 52 yard.
Anche la difesa di New York non riesce a contenere l'attacco avversario. I Giants provocano un paio di palle perse, ma concedono ben 481 yard complessive.
La partita
Dopo l'uscita di Dart, Stafford trova subito Adams: una combinazione da 31 yard vale il touchdown a 11 secondi dalla fine del primo quarto. Dopo 15 minuti i Rams sono avanti 7-0.
I Giants perdono anche Malik Nabers, il loro miglior ricevitore, per un problema alla spalla destra. Rientrerà successivamente, ma senza riuscire a incidere sulla partita.
Stafford continua a cercare Adams, che produce un guadagno di 64 yard, prima che il quarterback trovi Kyren Williams per il touchdown del 14-0.
Winston non riesce a cambiare l'inerzia della partita e viene intercettato da Trent McDuffie.
Poco dopo, però, Stafford commette a sua volta un errore e Jevon Holland firma l'intercetto per New York. Holland forza anche un fumble a Williams, ma i Giants riescono a trasformare la situazione soltanto in un field goal di Zvada, per il 14-3 all'intervallo.
Al rientro dagli spogliatoi, Stafford e Adams confezionano ancora un touchdown, quello del 21-3. Il quarterback dei Rams non è però ancora soddisfatto: nel finale serve Ferguson per il touchdown del 28-6.
Los Angeles domina e manda un segnale dopo la falsa partenza australiana. I Rams tornano a far paura e, per il resto della NFL, diventano nuovamente una squadra con cui fare i conti nella corsa al Lombardi Trophy.