Il caso Julian Sayin è tornato al centro dell'attenzione per Ohio State dopo il il crollo subito sul campo di Texas. I Buckeyes, che si trovavano in vantaggio per 23-3, hanno assistito alla rimonta inaspettata dei Longhorns, scivolando così dal primo al sesto posto nel ranking AP. Il quarterback, che appena nove mesi fa era tra i protagonisti della cerimonia Heisman a New York, classificandosi al quarto posto dietro a Fernando Mendoza, Diego Pavia e Jeremiyah Love, è ora oggetto di una valutazione più severa.

Fernando Mendoza, vincitore del trofeo Heisman e poi prima scelta assoluta al Draft NFL 2026, aveva conquistato il riconoscimento dopo una stagione in cui Ohio State era stata sconfitta da Indiana nella finale Big Ten.

Da quel momento, il percorso di Sayin ha assunto una traiettoria meno lineare. La sconfitta nei quarti dei College Football Playoff contro Miami ha interrotto il tentativo dei Buckeyes di riconfermarsi campioni nazionali, e anche un esordio stagionale positivo contro Ball State non è bastato a dissipare i dubbi riemersi prepotentemente dopo la partita contro Texas.

Le cifre che alimentano i dubbi sul quarterback

La prestazione contro i Longhorns ha evidenziato diverse criticità: Sayin ha completato 17 passaggi su 32 tentativi, totalizzando 278 yard, un touchdown e un intercetto. Un dato particolarmente significativo è che Ohio State non è riuscita a segnare alcun punto negli ultimi 23 minuti e 9 secondi di gioco, permettendo ad Arch Manning e a Texas di completare la rimonta.

Un ulteriore elemento che ha reso il finale ancora più indicativo è l'assenza di ricezioni per Jeremiah Smith nel quarto periodo. Analizzando le ultime tre sconfitte dei Buckeyes, le cifre aggregate di Sayin mostrano una produzione offensiva media di 274,3 yard a partita, con tre touchdown e ben quattro intercetti subiti. A ciò si aggiungono 78 yard perse su corsa e 12 sack incassati, con l'attacco che ha mantenuto una media di soli 15,6 punti per incontro.

La responsabilità di Sayin e le critiche esterne

Dopo la sconfitta, Sayin ha riconosciuto il peso della sua prestazione, dichiarando: "We didn't execute the way we can, the way we need to in the fourth quarter there" (Non abbiamo eseguito come avremmo potuto, come avremmo dovuto nel quarto periodo).

Ha poi aggiunto, assumendosi la piena responsabilità: "It starts with me" (Inizia da me). Le critiche esterne si sono concentrate sul suo potenziale futuro nel football professionistico. Colin Cowherd ha espresso un giudizio netto: "I don't think Julian Sayin's a Sunday player. I don't" (Non credo che Julian Sayin sia un giocatore da NFL). Ha poi chiarito la sua posizione: "I think he's a good college quarterback" (Penso sia un buon quarterback universitario). John Middlekauff, d'altra parte, ha sostenuto che, considerando il talento a disposizione della squadra, Sayin non dovrebbe necessariamente essere straordinario, ma dovrebbe quantomeno essere in grado di gestire meglio la partita.

Le attenuanti e le aspettative future

Nel quadro restano alcune attenuanti. Il field goal da 45 yard sbagliato da Connor Hawkins avrebbe potuto portare Ohio State sul 26-17, alterando il corso della partita. Inoltre, la difesa di Steve Sarkisian ha dimostrato la sua efficacia, riuscendo a limitare Jeremiah Smith dopo che quest'ultimo aveva già totalizzato 110 yard e un touchdown.