Le immagini riprese durante la 18ª tappa della Vuelta a España, la cronometro individuale di 32,1 km a Jerez de la Frontera, hanno riacceso una storica controversia nel ciclismo moderno: l'effetto scia causato dalle motociclette dell'organizzazione e dei media.

Sui social media si è scatenato un acceso scontro in seguito al confronto tra due immagini: la prima mostra la maglia rossa Enric Mas preceduto a brevissima distanza da due moto e seguito da un convoglio molto ravvicinato; il secondo, nello stesso tratto di strada, ritrae Primož Roglič con le moto posizionata a una distanza decisamente maggiore.

La posizione della Red Bull-BORA-hansgrohe

Sulla questione è intervenuto Sven Vanthourenhout, direttore sportivo della Red Bull-BORA-hansgrohe, che ai microfoni di Sporza ha confermato come la tematica dell'influenza delle moto sia già calda da tempo:

"Quella foto non è nuova per me. È un fermo immagine, certo, ma è qualcosa che non mi piace vedere e che non mi aspetterei di trovare nel 2026. È un argomento importante tra i corridori: durante tutta questa Vuelta la questione delle moto che condizionano le situazioni di gara è emersa costantemente."

Vanthourenhout ha spiegato di aver predicato calma al proprio capitano prima della prova, invitandolo a concentrarsi solo su ciò che rientrava nel suo controllo.

Nella crono, Roglič è riuscito a guadagnare solo 33'' su Mas, portando il suo ritardo in classifica generale a 1:37, un margine che mantiene lo spagnolo saldamente al comando verso il traguardo finale di Granada.

Nessuna accusa al leader della corsa

Nonostante i rilievi tecnici, la dirigenza del team tedesco ha voluto proteggere i meriti della maglia rossa:

  • Logica di corsa: "Non mi concentro su Mas, sta semplicemente approfittando della situazione ed è logico: un nostro corridore farebbe lo stesso", ha chiarito Vanthourenhout, sottolineando come questa si preannunci come la miglior versione di Mas mai vista.

  • Meriti sportivi: Anche Gianni Vermeersch, compagno di squadra di Roglič, ha espresso rammarico per le polemiche: "Una foto del genere sminuisce la grande prestazione di Mas, che ha disputato una prova a tempo impressionante. Purtroppo la gente ci mette un attimo a criticare su X."

La vicenda rimette al centro dell'agenda della regolamentazione ciclistica il tema del posizionamento dei mezzi d'appoggio e delle riprese TV, un dettaglio aerodinamico capace di spostare secondi preziosi in prove dove i margini si giocano sul filo dei centesimi.