Nel dibattito sorto attorno alla partita 162 della stagione regolare tra Boston Red Sox e Chicago Cubs, disputata a St. Petersburg, in Florida, emerge una tesi netta: utilizzare quella gara come giustificazione per le difficoltà incontrate nei playoff equivale a cercare una mera scusa. Il punto cruciale è che la partita, sebbene divenuta poi ininfluente ai fini della classifica, manteneva un potenziale peso competitivo fino a una fase molto avanzata della stagione. Inoltre, le due squadre si trovavano già in Florida nel momento in cui è stato chiaro che l'esito non sarebbe stato decisivo.
Le critiche dei tifosi e la posizione contraria
Il ragionamento prende le mosse dalle proteste di una parte dei tifosi, intensificatesi soprattutto dopo le pesanti sconfitte subite dai Red Sox e dai Cubs in gara uno delle rispettive Wild Card Series. Tra gli elementi richiamati vi sono il fatto che i New York Yankees abbiano visto cancellata la loro partita 162 a causa del maltempo, mentre Boston e Chicago sono state costrette a viaggiare fino a Tampa Bay per giocare una gara ormai definita senza peso, affrontare ulteriori spostamenti e presentarsi poi alla serie di Wild Card in trasferta. Nel caso specifico dei Red Sox, è stato altresì menzionato l’infortunio di Roman Anthony.
La posizione espressa, tuttavia, si discosta da questa lettura.
La Major League Baseball non aveva alcun motivo valido per annullare una partita già organizzata, con biglietti venduti e l'obbligo di completare una stagione da 162 gare. Il danno logistico, secondo questa analisi, era già stato compiuto: le squadre si trovavano già in Florida quando il quadro competitivo ha tolto rilevanza alla gara. Per queste ragioni, la lamentela viene descritta come un caso di recriminazione a posteriori, non come una spiegazione solida e oggettiva delle sconfitte subite.
Il vero bersaglio: il formato delle Wild Card
La critica viene quindi spostata dal calendario al formato dei playoff. Se esiste un tema su cui discutere, questo è la serie al meglio delle tre partite. Tale formula è giudicata troppo breve per offrire la sensazione di una vera serie di postseason, specialmente dopo una regular season composta da ben 162 incontri.
L’alternativa indicata è l'adozione di una serie al meglio delle cinque o delle sette gare, oppure un ritorno a un formato più ristretto che preveda tre vincitrici di division e una sola Wild Card. L’argomento principale non è tanto stabilire se vinca sempre la “better team”, quanto piuttosto evitare che la fase decisiva della stagione appaia meno solida e meno riconoscibile come “the playoffs”, perdendo parte della sua intrinseca importanza e drammaticità.