Assunta Scutto, l'attuale campionessa mondiale di judo nella categoria 48 kg, ha delineato con chiarezza i suoi ambiziosi obiettivi sportivi in vista della partenza per Baku, dove i Mondiali prenderanno il via il 4 ottobre. La talentuosa judoka azzurra, originaria del quartiere di Scampia, a Napoli, si prepara a difendere il suo titolo sul tatami internazionale. Il suo percorso agonistico è profondamente legato al desiderio di realizzare un sogno ancora più grande: essere la prima donna a portare un oro olimpico nel suo quartiere. Le sue dichiarazioni, rilasciate il 27 settembre 2026, evidenziano un traguardo immediato ai Mondiali e un obiettivo a lungo termine focalizzato sui Giochi di Los Angeles.

Scutto si appresta ad affrontare la competizione mondiale da detentrice del titolo nei 48 kg, una posizione di prestigio che la pone al centro dell'attenzione. Una nuova medaglia d'oro iridata non solo consoliderebbe la sua supremazia, ma le permetterebbe anche di eguagliare il primato di Emanuela Pierantozzi, l'unica atleta italiana nella storia della disciplina ad aver conquistato due ori mondiali individuali. Nonostante l'importanza di questo potenziale record, l'atleta sottolinea di non voler limitare la propria preparazione a questo solo aspetto, affermando con determinazione: “non mi pongo limiti e credo nelle mie capacità”. Il risultato di Baku rappresenta, dunque, il primo e fondamentale passaggio di un programma sportivo più ampio, con la ferma volontà di dare il massimo per riconfermarsi campionessa del mondo.

Il legame profondo con Scampia e l'ispirazione di Maddaloni

La storia personale di Assunta Scutto è indissolubilmente intrecciata con il quartiere di Scampia, luogo della sua crescita e formazione. L'atleta descrive il judo non solo come una disciplina sportiva, ma come una vera e propria “salvezza”, una scelta che le ha permesso di tracciare un percorso di vita alternativo e significativo. Nel suo racconto, Scampia emerge come un contesto dove molti giovani nutrono sogni e aspirazioni, ma spesso si trovano a fronteggiare la paura di non poterli realizzare a causa delle difficoltà legate alla loro provenienza e all'ambiente circostante. La judoka condivide la propria esperienza come testimonianza di un cammino costruito sul tatami, basato sulla libertà di scegliere il proprio destino e sulla forza di non arrendersi alle limitazioni imposte da una certa mentalità del quartiere.

Nel suo percorso di ispirazione e ambizione, Scutto richiama l'esempio di Pino Maddaloni, oro olimpico a Sydney 2000. Questo riferimento evidenzia il legame profondo tra le radici, la pratica sportiva e l'aspirazione olimpica. L'obiettivo dichiarato di Scutto è quello di diventare la prima donna a portare un oro olimpico proprio a Scampia, un traguardo che trascende la mera vittoria sportiva per assumere un significato sociale e simbolico. Prima di puntare ai Giochi di Los Angeles, che rappresentano l'obiettivo di lungo periodo, i Mondiali di Baku costituiscono l'impegno più imminente. Il traguardo immediato è la conferma del titolo iridato, mentre l'ambizione olimpica rimane salda, alimentata anche dall'amarezza per l'eliminazione subita a Parigi, un'esperienza che ha rafforzato la sua determinazione a conquistare la medaglia d'oro ai prossimi Giochi.