La corsa dei Chicago White Sox nell'AL Central si è fatta improvvisamente più stretta, come evidenziato dall'analisi del 13 settembre 2026. Dopo aver subito sette sconfitte nelle ultime dieci partite, inclusa la battuta d'arresto di domenica a St. Louis, il vantaggio di Chicago sui Cleveland Guardians si è ridotto a un solo mezzo game. Attualmente, i White Sox si trovano con un record di 76-73, mentre i Guardians seguono da vicino con 76-74. Questa situazione, pur mantenendo aperta la strada verso la postseason, comporta il rischio concreto di scivolare dalla posizione di testa di serie numero due a quella di numero sei, con implicazioni significative per il percorso di ottobre.
Benintendi e Doyle: un calo di produzione preoccupante
Tra i nomi sotto osservazione per questo calo di rendimento figura Andrew Benintendi, veterano di 32 anni e designato battitore. Nonostante la sua stagione mostri numeri complessivamente solidi, con un OPS di .722 e 100 wRC+, il mese di settembre ha registrato un preoccupante declino, con l'OPS sceso a .511. Il problema non risiede unicamente nella potenza, dato che Benintendi ha già collezionato tre stagioni con almeno 20 fuoricampo, ma piuttosto in un approccio al piatto eccessivamente aggressivo che spesso conduce a strikeout e contatti deboli su lanci sfavorevoli. In un contesto di platoon con Randal Grichuk, efficace contro i lanciatori mancini, Benintendi è chiamato a interrompere questa fase fredda che ha già riacceso vecchie critiche sulla sua permanenza a Chicago.
Anche Brenton Doyle, arrivato alla trade deadline, è finito sotto esame. Il 28enne, due volte vincitore del Gold Glove, ha continuato a mostrare le stesse difficoltà riscontrate in Colorado. Il suo OPS si attesta a .565, con un 48 wRC+ e un fWAR di -0,9, il dato peggiore dell'intera squadra. Dopo il trasferimento, Doyle ha prodotto un OPS di .554 in 29 presenze. Nonostante il club detenga il suo controllo per altri tre anni, la sua difesa ha mostrato una regressione inaspettata, nonostante le sue doti atletiche e la forza del braccio.
Castillo e Montgomery: sfide diverse ma ugualmente urgenti
Il reparto lanciatori continua a rappresentare il punto più fragile della squadra. Luis Castillo, acquisito dai Mariners in uno scambio che ha coinvolto Seranthony Domínguez e un capitale tecnico considerato leggero, era visto come una scommessa al ribasso, con l'operazione interpretata da molti come un tentativo di Seattle di alleggerire il monte ingaggi.
A 33 anni, Castillo ha registrato un'ERA stagionale di 5.67, salita a un preoccupante 7.76 nelle sue sette apparizioni con Chicago, di cui sei come partente. Tale rendimento ha spinto i White Sox a impiegarlo talvolta dietro un "opener". Sebbene il suo contratto si estenda fino al 2027, offrendo la possibilità di una futura ripartenza, la rotazione attuale manca di risposte convincenti. Colson Montgomery, interbase al suo secondo anno, rimane invece un potenziale pilastro per il futuro della franchigia. A 24 anni, ha già dimostrato il suo valore con 31 fuoricampo, 84 RBI e 12 "out above average" in difesa, evidenziando un talento promettente.