La gestione del proprietario Jim Crane è al centro di un dibattito a Houston, dopo le decisioni sullo staff tecnico degli Houston Astros del 15 ottobre 2026. Crane è accusato di poca chiarezza nella gestione dell’uscita del manager Joe Espada e delle conseguenze per altri membri dello staff. Dopo anni di successi e una reputazione di eccellenza, la franchigia sembra aver perso la sua linearità decisionale.
La tempistica delle decisioni e il caso Katz
La principale contestazione è il ritardo nell’annuncio della separazione da Joe Espada. Gli Astros hanno atteso tredici giorni dopo la conclusione della stagione per rendere pubblica l’uscita del manager, che era alla sua terza annata e aveva già un colloquio con Seattle.
Lasciare in sospeso lo status di un allenatore per così tanto tempo è criticato; un club dovrebbe comunicare tempestivamente conferma o esonero, evitando di prolungare situazioni dall'esito già definito.
Il caso più delicato è Ethan Katz, assistant pitching coach ed ex pitching coach dei White Sox. Jim Bowden, ex general manager dei Mets e commentatore di MLB Network, ha affermato che Houston non avrebbe autorizzato Katz a sostenere un colloquio per una promozione altrove, prima del licenziamento. Bowden ha descritto la gestione come "the bloodbath and dysfunction" e "pure lack of understanding of how to do the right thing". Né Katz né gli Astros avevano risposto.
La critica non riguarda la permanenza di Espada, ma il trattamento riservato alle persone, indipendentemente dal ruolo.
Jim Crane, dirigente baseball ad interim dopo la separazione da Dana Brown in agosto, vede questa incertezza legata alla cultura vincente degli Astros. Dopo lo scandalo del furto di segnali, la franchigia era un modello per sviluppo giocatori, equilibrio dati/valutazioni e scelte di mercato (Brian McCann, Josh Hader), con due titoli e quattro pennant. Ora, quel patrimonio di eccellenza e chiarezza appare a rischio.