Da Roma, il 7 ottobre 2026, il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, ha offerto una prospettiva sul futuro di Jannik Sinner, commentando il suo recente forfait a margine della dodicesima edizione del Premio Giuseppe Colalucci. L'evento, ospitato al Circolo Antico Tiro a Volo, ha fornito l'occasione per affrontare la questione dell'assenza del tennista azzurro, un'ipotesi che, seppur sperata, era già stata considerata in attesa degli ultimi tornei.
Binaghi ha posto la salute del giocatore al centro di ogni valutazione. Il numero uno della Federazione ha sottolineato come, nel tennis contemporaneo, la carriera agonistica possa estendersi significativamente più a lungo rispetto al passato.
In quest'ottica, Sinner, a condizione di mantenere la sua integrità fisica, è destinato a garantire ancora “altri 10 anni di grandi risultati”. L'obiettivo primario, secondo le sue parole, è delineare un percorso che consenta all'azzurro di ritornare ai vertici del tennis mondiale, evitando al contempo di pagare un prezzo eccessivo sul piano fisico.
Programmazione e tutela dell’atleta
Il presidente federale ha rimarcato l'importanza di intervenire sulla pianificazione dell'attività agonistica. L'imperativo è “fare programmazione” in maniera oculata, accompagnando Sinner nel suo percorso di recupero e nel ritorno alla posizione di vertice, prevenendo nuove ripercussioni fisiche. Questa visione non si limita alla gestione del singolo infortunio, ma si estende a una strategia più ampia, orientata al medio-lungo termine, con l'obiettivo di preservare le condizioni fisiche ottimali degli atleti.
Binaghi ha definito una pura casualità il fatto che i due tennisti più forti a livello mondiale siano stati entrambi fermati da infortuni significativi. Tuttavia, ha evidenziato che il tennis italiano non ha motivo di lamentarsi dei risultati ottenuti nell'anno, grazie alle prestazioni di Sinner e degli altri azzurri, che hanno portato alla conquista di ben cinque Masters 1000.
Un anno difficile, ma con risultati
Nel bilancio della Federazione, la sfortuna legata agli infortuni ha colpito i quattro giocatori italiani di punta, sia nel settore maschile che in quello femminile. Per Binaghi, proprio questa situazione rende ancora più cruciale l'individuazione di tutte le soluzioni possibili per preservare gli atleti nel corso del tempo. La questione, pertanto, trascende il semplice rientro immediato in campo, focalizzandosi sulla protezione a lungo termine del patrimonio tecnico del movimento tennistico italiano.