Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha commentato a Roma il 12 ottobre 2026 la situazione delle federazioni commissariate. A margine della cerimonia di premiazione dei Collari d’Oro, in programma al CPO Giulio Onesti, Buonfiglio ha risposto a una domanda specifica sulle diverse realtà coinvolte, tra cui la Figc. Ha chiarito che "il commissariamento è un'opportunità per rimettere a posto le cose, ridando dignità e rispetto delle regole". Questa dichiarazione sottolinea la visione del Coni, che interpreta tali interventi non come semplici misure punitive, ma come momenti cruciali per il ripristino dell'ordine e della legalità all'interno delle strutture sportive nazionali.

Il significato dei commissariamenti per lo sport italiano

Le parole di Buonfiglio delineano una chiara lettura istituzionale della fase attuale dello sport italiano. Il commissariamento, nella sua concezione, non viene presentato come una mera misura emergenziale, ma piuttosto come uno strumento strategico volto a ristabilire equilibrio, correttezza e credibilità nei processi interni delle federazioni. Il riferimento esplicito alla Figc inserisce tale ragionamento in un contesto più ampio, dove il rispetto delle regole e l'integrità sono considerati i pilastri centrali dell'azione del Coni, garantendo trasparenza e buon governo nel panorama sportivo.

Un bilancio positivo per la presidenza Coni

Nel corso del suo intervento, il presidente Buonfiglio ha anche tracciato un primo bilancio del suo mandato alla guida del Coni.

Ha evidenziato il clima di collaborazione e l'efficacia del lavoro svolto quotidianamente, affermando: "L'armonia e la sinergia raggiunta ci stanno portando a questi successi". Buonfiglio ha poi condiviso la sua soddisfazione per le esperienze vissute, citando il privilegio di aver partecipato alle Olimpiadi invernali, a quasi tutte le manifestazioni sportive internazionali e ai Giochi del Mediterraneo. Ha concluso con un'osservazione personale: "posso dire che me la sto godendo alla grande. Poi ci sono anche i problemini ma stiamo già lavorando per Los Angeles", unendo la gratificazione per il percorso compiuto all'attenzione per la preparazione dei prossimi importanti appuntamenti, come le future Olimpiadi.

Il commissariamento della FIGC: retroscena e decisioni

In questo contesto di rinnovamento e rispetto delle normative, si inserisce il recente commissariamento della Figc. Il 6 ottobre 2026, la Giunta e il Consiglio nazionale del Coni hanno deliberato tale provvedimento, nominando Giovanni Malagò come commissario straordinario. Questa decisione, proposta dal presidente Buonfiglio, è giunta a seguito della controversa elezione di Malagò a presidente federale, avvenuta il 22 giugno 2026, nonostante l'assenza del tesseramento Figc necessario. La proposta ha ricevuto l'approvazione della Giunta poco dopo le 13 e la ratifica unanime del Consiglio nazionale circa un'ora più tardi. Dei 77 componenti con diritto di voto, tutti hanno espresso parere favorevole, ad eccezione di Malagò stesso, che si è astenuto dalla votazione.

Buonfiglio ha motivato la scelta del commissariamento, affermando che "Malagò è stato vittima di un malfunzionamento", sottolineando la necessità di intervenire per garantire la piena aderenza alle procedure e ai regolamenti federali. Questo intervento mira a tutelare l'integrità del sistema sportivo e a ristabilire la piena legittimità delle cariche, in un'ottica di riorganizzazione e chiarezza per il futuro della federazione calcistica italiana.