Da Nairobi, il 14 ottobre 2026, Sebastian Coe, presidente di World Athletics, ha collegato l'assegnazione al Kenya dei Mondiali di atletica leggera del 2029 a un obiettivo fondamentale: rafforzare il contrasto al doping. Durante la sua visita nella capitale keniana, Coe ha dichiarato che «ospitare i campionati mondiali di atletica leggera del 2029 aiuterà il Kenya a combattere il problema endemico del doping tra i propri atleti».
Il peso sportivo del Kenya e l’ombra delle sospensioni
Il Kenya rimane una delle principali potenze mondiali dell’atletica, in particolare nelle corse di fondo e mezzofondo, specialità che hanno definito la sua identità sportiva internazionale.
Negli ultimi anni, tuttavia, questa immagine è stata oscurata da una crescente incidenza di casi di doping, considerata una delle questioni più delicate per il movimento nazionale.
Il dato più significativo riguarda i circa 140 atleti keniani attualmente sospesi, incluso un recente caso di test positivo annunciato dall’Athletics Integrity Unit. Questo quadro è particolarmente grave poiché coinvolge soprattutto corridori di lunga distanza, l'area tecnica dove il Kenya ha tradizionalmente ottenuto i risultati più importanti.
I Mondiali di Tokyo e la sfida dell’integrità
All’edizione dello scorso anno a Tokyo, il Kenya si è classificato secondo nel medagliere generale, dietro gli Stati Uniti. Un risultato che ha confermato la forza competitiva della squadra, ma che è stato accompagnato da un contesto difficile: dal 2017, decine di atleti keniani sono stati sospesi per doping, un numero superiore a quello di qualsiasi altra nazione.
Il successo sportivo è stato quindi in parte ridimensionato dalla portata del problema disciplinare.
L’assegnazione dei Mondiali del 2029 è vista da Coe come un’opportunità per portare maggiore attenzione e responsabilità sull’atletica keniana. L’obiettivo non è solo ospitare una grande manifestazione, ma anche accompagnarla con un lavoro più visibile sull’integrità delle competizioni e sulla credibilità degli atleti.