Il 5 ottobre 2026, il college football ha messo sotto esame diverse squadre della Top 25 che, pur vantando bilanci positivi, mostrano segnali di una potenziale frenata. Le classifiche attuali, infatti, non bastano a garantire la continuità del successo, specialmente con calendari di conference sempre più impegnativi e vittorie che hanno sollevato più interrogativi che certezze.

Il precedente del 2025, con dieci squadre uscite dal ranking AP finale a questo punto della stagione, suggerisce che anche nel 2026 un numero simile di formazioni potrebbe subire un calo, mostrando i primi segnali di un temuto "second half slide".

Le squadre sotto esame: SMU, USC e Mississippi State

Gli SMU Mustangs (4-1, numero 24) mostrano una preoccupante mancanza di dominio: una sola vittoria con almeno dieci punti di margine (56-10 contro UC Davis, FCS). La sconfitta per dieci punti contro Louisville, inizialmente vista come un inciampo "accettabile", pesa di più dopo l'uscita dei Cardinals dal ranking. I Mustangs non hanno chiuso con autorità contro Missouri State e hanno faticato con Boston College. Il loro calendario si preannuncia insidioso, con Virginia, Virginia Tech e Wake Forest come potenziali ostacoli prima di Notre Dame (numero tre). Il coach Rhett Lashlee difende una posizione in classifica cruciale per le ambizioni di finale ACC.

L'USC (5-1, numero 19) ha costruito il suo successo iniziale su un calendario decisamente agevole, definito uno "cupcake schedule". Le vittorie contro San Jose State, Fresno State, Louisiana e Rutgers hanno mascherato fragilità. La caduta è arrivata contro Oregon, priva del suo quarterback titolare. Il successo interno su Washington, di soli quattro punti, ha visto i Trojans inseguire a lungo. La posizione di Lincoln Riley è delicata, con un calendario imminente estremamente sfidante: Ohio State (numero cinque), Indiana (numero sette) e UCLA (numero 21) tra le prossime sei avversarie classificate, oltre a Penn State e Wisconsin. Il quarterback Jayden Maiava mostra inconsistenza e la difesa resta porosa.

La situazione di Mississippi State (4-1, numero 17) è legata alla crescita del quarterback Kamario Taylor. Nonostante la sua lealtà sia una storia positiva nell'era NIL e transfer portal, Taylor è ancora chiaramente inesperto. La pesante sconfitta contro Alabama (numero sei) ha evidenziato questa lacuna: due intercetti lanciati hanno avuto un peso significativo sull'esito della partita.