Stefano Domenicali, presidente e AD della Formula 1, ha definito il futuro Gran Premio d’Africa in Ruanda, previsto dal 2030, un passaggio cruciale per la crescita internazionale del campionato. Intervenendo all’ANFIA Motorsport Forum a Milano, Domenicali ha presentato il progetto come una scelta sportiva strategica e un'opportunità di sviluppo per l'Africa, essenziale per la F1.
La Formula 1 torna in Africa
Per Domenicali, l’ingresso del Ruanda nel calendario risponde a una traiettoria precisa: la Formula 1 è passata da un campionato eurocentrico a una competizione autenticamente mondiale.
L'Africa era l'unico continente mancante; un lungo lavoro ha individuato un interlocutore credibile, pronto a investire in un progetto ampio. L'obiettivo è un evento stabile e duraturo, non una tappa aggiuntiva.
L'importanza del progetto è stata sottolineata dalla risonanza della conferenza stampa di presentazione, che ha visto la partecipazione del presidente del Ruanda e di rappresentanti africani. Domenicali ha descritto l’Africa come un continente giovane e in forte crescita, dove la Formula 1 vanta già oltre cinque milioni di appassionati. Questa vasta base di pubblico locale è una delle motivazioni fondamentali dell'operazione.
Impatti su infrastrutture, formazione e investimenti
Domenicali ha insistito sul fatto che le ricadute attese vadano ben oltre la competizione in pista.
Completate le infrastrutture, la Formula 1 potrà portare attenzione, istruzione, attività e investimenti. Il campionato si assume la responsabilità di una dimensione socioculturale, attivando competenze, lavoro e nuove relazioni economiche legate al GP.
Il presidente e amministratore delegato ha inoltre richiamato le prospettive economiche derivanti dall'iniziativa. Ha affermato che "ci saranno un indotto diretto e indiretto, tanti investimenti e numerose persone impegnate nella preparazione de".